«La pressione fiscale non aumenterà»
Tagliani e Vaccari presentano il bilancio preventivo 2016 e il triennale 2016-2018. «In 10 anni dimezzato il debito»
La pressione fiscale non aumenterà nel 2016, anno di grazia in cui Ferrara continuerà a beneficiare degli sconti sui tagli concessi dal governo ai Comuni che stanno nel cratere del sisma 2012. E - parola del sindaco Tiziano Tagliani e dell’assessore al bilancio Luca Vaccari - «la pressione fiscale non aumenterà nemmeno nel 2017 e nel 2018», nonostante le condizioni meno favorevoli. Bisognerà infatti fare i conti con 4.2 milioni in meno di risorse nel 2017 e con altri 7 milioni in meno nel 2018.
Questa è la sostanza della conferenza stampa tenuta ieri in Municipio per illustrare il bilancio di previsione 2016, che fa tutt’uno con il triennale 2016-2018. Fino a ieri sul “triennale” si poteva giostrare un po’ , mentre ora le leggi sul controllo della spesa impongono agli enti locali di essere scrupolosi anche sugli anni a venire nell’indicare le coperture finanziarie.
Il ritocchino. Potrebbe esserci - anzi quasi sicuramente ci sarà - un ritocchino della Cosap, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Il perché l’ha spiegato Tagliani. Vi sono cittadini - è il caso di chi abita in via Prinella - che pagano il passo carraio al Comune e anche alla Regione in quanto i loro immobili insistono su sommità arginali. Il Comune ha chiesto alla Regione se poteva rinunciare a questa entrata, ma senza fortuna. Pensateci voi. è stata la risposta. Ci dovrà pensare l’assessore Roberto Serra, al quale il sindaco ha chiesto «di ritoccare la tariffa Cosap» quel tanto che basta per mettere tutti i cittadini sullo stesso piano. Morale: tanti pagheranno un po’ di più per fare in modo che i pochi di via Prinella e di altre sommità arginali siano alleggeriti dalla “Cosap” regionale.
La mosca bianca. Fino a un anno fa vigeva ancora la “regola Marattin”, che era quella di approvare il bilancio preventivo entro il 31 dicembre, come vorrebbe la legge. A questo fiore all’occhiello - Ferrara era una mosca bianca nel panorama nazionale - Tagliani e Vaccari hanno rinunciato per non incappare più nelle sorprese della Finanziaria (o legge di Stabilità) che arriva dopo il 31 dicembre e a volte scombina i preventivi. «L’anno scorso - rammenta Tagliani - siamo stati costretti a varare a maggio una manovra, poichè per rispettare il patto di stabilità senza rinunciare a fare alcuni investimenti abbiamo è stato necessario agire sulle entrate».
Meno stupido. Per il 2016 il Comune non ha voluto scherzare col fuoco della legge di Stabilità e ha predisposto il bilancio preventivo (e quello triennale) a giochi fatti. Si è scoperto, però, che non c’era nulla da temere. Solo un paio di belle sorprese: Ferrara resta nel cratere, il ch equivale a un bonus di 4,2 milioni di euro. E, al pari degli altri Comuni, beneficerà di un patto di stabilità meno stupido nel quale «cadono i tetti di spesa e restano in vigore i saldi», una novità che libera un po’ di risorse e concede, specie ai Comuni virtuosi, qualche grado di autonomia nella spesa.
L’incognita. Sul bilancio grava una sola vera incognita. La legge di Stabilità prevede consistenti agevolazioni ed esenzioni (non si paga Imu e Tasi sull’abitazione principale, niente Imu agricola, graziati anche i beni “ imbullonati” cioè determinati macchinari e impianti fissati al suolo). Sono fior di quattrini che i Comuni non riscuoteranno più ma che lo Stato dovrà girare lo stesso nelle loro casse. Vaccari si augura che anche su questo fronte non vi siano brutte sorprese. Per esempio nessuno ha potuto fare un conto preciso sull’ammontare del mancato gettito della voce “imbullonati”.
O legge o tagli. Se il 2016 verrà scollinato «senza ansie» per il 2017-2018 vi sono partite nazionali ancora aperte come quella del Fondo triennale vincolato che ha a che vedere con i parametri di Maastricht. Dovesse arrivare una legge del Parlamento a modificarlo, diverrebbe più facile per i Comuni come Ferrara gestire i sicuri tagli ai bilanci del 2017 (4,2 milioni) ee del 2018 (7 milioni). Se tuito resta com’è non resterà che agire sulla spesa, contraendola. Il Comune può anche contare su risorse messe da parte, tra cui l’utile della Holding che non è stato utilizzato. Di sicuro non sarà intaccata la spesa per la scuola e per l’Asp, «sostanzialmente» salvaguardata anche quella della cultura.
La mia bella metà. Gli avanzi di bilancio - che si prefigurano consistenti - non saranno destinati all’estinzione dei mutui: per estinguere anticipatamente quelli accessi in anni recenti si pagano penali scoraggianti. La slide sul debito che Vaccari accende sullo screen piace molto a Tagliani. L’istogramma mostra che lo stock del debito continuerà a calare: dai 110 milioni del 2015 ai 104 del 2016 fino agli 88,9 di inizio 2019. «Era di 167 milioni nel 2009, in dieci anni sarà dimezzato». Continuerà a calare anche la spese del personale, nonostante i 17 nuovi arrivi dalla Provincia (le uscite per pensionamento contro-bilanciano efficacemente).
L’uovo di Pasqua. «In questi giorni incontreremo sindacati e associazioni economiche, il 24 febbraio andremo in commissione, la prima seduta del consiglio dovrebbe essere il 21 marzo in modo da approvare il bilancio preventivo prima di Pasqua».
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