«Basta discriminazioni»
di DAVIDE BERTASI Il motivo della mia scelta è personale e politico al tempo stesso, ed è legato alla profonda delusione ed allo sdegno nel vedere come il Parlamento e la classe politica italiani,...
di DAVIDE BERTASI
Il motivo della mia scelta è personale e politico al tempo stesso, ed è legato alla profonda delusione ed allo sdegno nel vedere come il Parlamento e la classe politica italiani, non siano in grado di tutelare i miei diritti e doveri essenziali di cittadino, con un orientamento sessuale omoaffettivo. Io non ho più nessuna intenzione, fino a quando una legiferazione in materia non eliminerà le discriminazioni in essere, di partecipare e contribuire ad attività politica, o di nomina politica, di qualsiasi tipo essa sia.
In questo paese, che si vanta di fare parte del c.d. mondo civilizzato, non mi è riconosciuto il diritto di godere delle medesime prerogative di un cittadino nelle mie stesse condizioni, ma eterosessuale.
Io non posso legalmente qualificarmi di fronte ad un medico o ad un sanitario che sta curando il mio compagno, io non posso decidere della sua sorte, qualora incapace, io non posso godere delle tutele, come ad esempio la legittima, o la pensione di reversibilità, riconosciute ad altri, io non posso usufruire di tutti i benefici riconosciuti alle persone di sesso diverso, che si uniscono in matrimonio, e soprattutto non riesco ad assumere anche i contestuali doveri.
Io pago le tasse come altri, ma ho meno diritti e doveri di questi ultimi. Per me, tutto questo è diventato inaccettabile. A fronte di ciò, ritengo che un paese che non riconosca questo, non meriti, al momento, in alcuna forma il mio impegno.
Nulla di personale.
Vi ringrazio per la fiducia e Vi invio un caro saluto.
Lettera inviata a Ferrara
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