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Carife è insolvente? Già presa la decisione

di STEFANO SCANSANI
Carife è insolvente? Già presa la decisione

Il collegio del tribunale fallimentare si è riunito il 10. La sentenza entro il 25 Nella peggiore delle ipotesi la procura aprirà le indagini sulla bancarotta
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STEFANO SCANSANI. È una questione di giorni. Anzi, di ore. Il tribunale fallimentare di Ferrara entro giovedì 25 febbraio depositerà la sentenza sull’insolvenza (o meno) della vecchia Carife. Il collegio composto dai giudici Stefano Giusberti, Anna Ghedini e Paolo Sangiuolo ha infatti adottato una decisione nell'udienza di mercoledì 10 febbraio, ed è ora impegnato nella scrittura della sentenza.

Se verrà riconosciuto lo stato d’insolvenza gli atti verranno trasmessi automaticamente alla Procura della Repubblica. Quest’ultima allora aprirebbe l’indagine sulla bancarotta semplice o la bancarotta fraudolenta. Questa è la peggiore delle prospettive.

QUATTRO STORIE

La serie di condizionali segnala ogni ipotesi che va prendendo evidenza nel nuovo filone giudiziario il quale coinvolge e penetra nelle ultime gestioni della Cassa.

La vecchia banca ferrarese è associata all’Etruria, a Banca Marche e a CariChieti nel decreto salvabanche del 22 novembre. Con storie, nature e percorsi diversi, i quattro istituti potrebbero vedere intersecati i loro destini immediati o imminenti.

Per Banca Etruria la procura di Arezzo starebbe già indagando per bancarotta fraudolenta dopo che, il 12 febbraio, il tribunale fallimentare aveva dichiarato lo stato d’insolvenza. Per Banca Marche il 7 marzo è atteso il pronunciamento del tribunale di Ancona sulla richiesta di stato di insolvenza avanzata dal commissario liquidatore Bruno Inzitari. Per CariChieti la procura della città abruzzese è in attesa dell’eventuale trasmissione di documentazione dal commissario di quella banca.

LO SPECIALISTA

Giorni o ore decisivi. Alla fine del dicembre scorso i libri della vecchia Carife sono stati portati in tribunale da Antonio Blandini. Nominato liquidatore della Cassa dopo il decreto salvabanche, lo specialista napoletano dal maggio 2013 era stato commissario dell'istituto di corso Giovecca prima insieme a Bruno Inzitari (commissario liquidatore di Banca Marche)e quindi con Giovanni Capitanio (ora amministratore delegato della Nuova Carife).

IL FALDONE

All'udienza del 10 febbraio ha partecipato anche Blandini. Nel faldone consegnato due mesi fa nel palazzo di Giustizia di via Borgoleoni ci sono tutti i documenti, i conti, le corrispondenze degli ultimi anni della banca.

La sentenza del tribunale fallimentare è determinante e derimente. Segnerà uno spartiacque. Se riconoscerà lo stato di insolvenza imprimerà una traiettoria e permetterà un’area d’azione del tutto nuove e diverse alle indagini sino ad oggi condotte dalla Procura della Repubblica. I magistrati infatti, sino ad oggi, hanno focalizzato la loro attenzione sulle notizie riguardanti Carife.

Pezzi di notizie. Porzioni di storie. Che nel lessico del giornalismo giudiziario si chiamano filoni. Ad esempio sull’aumento di capitale e il dissesto, sui richiami della Banca d’Italia e e il successivo commissariamento, sull’azione di responsabilità promossa dai commissari contro 31 amministratori e direttori delle due ultime gestioni, e in tempi recenti su una cascata di esposti e denunce di azionisti e obbligazionisti col patrimonio azzerato.

PROCURE

Le procure di Ferrara, Arezzo, Ancona e Chieti sono in contatto già dalla riunione bolognese del 25 gennaio: non un coordinamento investigativo, ma un confronto e uno scambio d'informazioni di tipo tecnico-giuridico.

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