«Il nostro futuro non andrà all’asta»
Lido Estensi, balneari dai Lidi a Roma per manifestare contro la direttiva Bolkestein: vogliamo certezze nel lavoro
LIDO ESTENSI. Erano in migliaia i bagnini che ieri mattina hanno preso parte al sit in in piazza Santissimi Apostoli in pieno centro a Roma, contro la messa all’asta delle concessioni demaniali, imposta dalla direttiva comunitaria Bolkestein. Da Ravenna sono partiti anche tre pullman con operatori provenienti dai Lidi di Comacchio e da quelli ravennati sino a Cesenatico, ma molti altri sono partiti in treno da Ravenna per unirsi al presidio promosso da Fiba Confesercenti, Sib Confcommercio, Oasi Confartigianato e Assobalneari, per testimoniare con forza il disagio e le preoccupazioni che gravano sul settore. Per dare forza all'iniziativa coordinata dall'assessore della regione Liguria Claudio Scajola, verso una riforma organica delle concessioni demaniali turistico-ricreative, gli operatori balneari di tutta Italia si sono dunque dati appuntamento a Roma, per scongiurare con la messa all’asta delle concessioni l’eventuale assalto di multinazionali straniere su imprese in gran parte a conduzione familiare. «Il ministro agli affari regionali Enrico Costa – commenta Giuseppe Carli, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari di Porto Garibaldi, nonché presidente del Sib Emilia Romagna - ha ascoltato le nostre istanze e si è reso disponibile ad individuare una soluzione ragionevole. Noi abbiamo voglia di lavorare, ma devono essere garantite certezze anche al nostro futuro – aggiunge Carli a Roma con i colleghi della costa emiliano romagnola -. Abbiamo appreso che la regione Liguria ha già pronta la bozza di una legge regionale che garantisce la proroga trentennale dopo la scadenza del 2020».
Per Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano, nonché funzionario provinciale di Confesercenti, «la questione più urgente riguarda proprio la durata delle concessioni demaniali, a seguito del venir meno del loro rinnovo automatico, come invece avveniva in passato o cosiddetto diritto di insistenza, per effetto della magistrature e delle autorità europee».
Si sono aperti spiragli, secondo Callegarini, per il riconoscimento di una proroga almeno trentennale delle attuali concessioni demaniali. Le associazioni di categoria al tavolo interregionale del Demanio ieri mattina hanno portato anche una serie di richieste che fanno capo alla necessità di riscrivere la parte demaniale del Codice della Navigazione, ormai obsoleta e di introdurre semplificazioni, per assicurare ammodernamenti ed innovazioni alle imprese. Resta in piedi, tra le proposte, il doppio binario, ossia l’assegnazione di nuove concessioni attraverso bandi ad evidenza pubblica e la proroga ventennale o trentennale, per i vecchi concessionari delle licenze demaniali, a seconda degli investimenti effettuati dalle singole imprese.
Katia Romagnoli
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