Guerra al falso “made in Italy” grande affare da sgominare
Contraffazione del prodotto italiano, misure normative messe in atto per contrastare il fenomeno, importanza della formazione per innestare una cultura della legalità: di questo si è parlato alla...
Contraffazione del prodotto italiano, misure normative messe in atto per contrastare il fenomeno, importanza della formazione per innestare una cultura della legalità: di questo si è parlato alla Camera di Commercio nel corso del dibattito "Made in Italy & futuro in Italia", realizzato da Confagricoltura ed Ascom. Dal dibattito è emersa la necessità di sensibilizzare il consumatore ad un acquisto consapevole e attento.
«Abbiamo a cuore il tema della sensibilizzazione e tutela di chi acquista.La contraffazione crea un mercato parallelo. Ma se esiste, è anche perché ci sono acquirenti" - spiega Mauro Giannattasio, direttore della Camera di Commercio - Nel 2014, la spesa globale di prodotti contraffatti ha toccato i 6924 milioni di euro».
Pier Carlo Scaramagli, presidente di Confagricoltura Ferrara afferma che «l'Italia detiene il numero maggiore di prodotti Dop Igp, sono 270, e l'export vale 30 miliardi di euro. Ma il fatturato della contraffazione alimentare ne produce 60. Per contrastare il fenomeno serve uno sforzo politico nazionale e europeo».
La contraffazione, secondo Scaramagli, ci dice anche che la volontà di mangiare italiano esiste, e va soddisfatta. «Più di un miliardo di persone vuole mangiare italiano. L'Italia produce 30 miliardi di euro con un 27% di agroalimentare, a fronte di 53 miliardi della Germania e 42 della Francia. È necessario migliorare la logistica della distribuzione».
Il connubio molto stretto nel piacere di indossare un bell’abito o gustare un piatto prelibato, è evidenziato da Giulio Felloni, presidente provinciale di Ascom Confcommercio. «Si tratta sempre di eccellenza. Non sempre chi acquista un capo ha poco potere d'acquisto; molto spesso lo compera per esibire uno status. Il mercato dell'illegale vale 27 miliardi di euro e brucia 260mila posti di lavoro, e secondo un'indagine Confcommercio del 2015, un cliente su quattro ha comprato merce falsa. È quindi importante costruire una cultura della legalità, coinvolgendo scuole e università».
Nel corso del dibattito sono intervenuti Michele Rubbini, direttore del programma di Chirurgia Coloproctologica Unife, che ha parlato di come riconoscere un buon cibo, il tenente colonnello Antonio Magro, che ha evidenziato la vastità del problema,e Denis Pantini, direttore del settore agroalimentare di Nomisma, che ha messo in luce come in ambito extraeuropeo, non ci siano molte armi per combattere la contraffazione; è intervenuta anche Roberta Monti, dirigente del polo scolastico Vergani-Navarra, sottolineando il ruolo dell'educazione nel contrasto all'illegalità.
Veronica Capucci
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