Minarelli e il Concordia «Per ora lavori in platea»
Il sindaco di Portomaggiore annuncia il progetto condiviso con la Regione E aggiunge: a restauro terminato mostre e spettacoli in quello spazio del teatro
PORTOMAGGIORE. Bisogna dire che, per ora, i due l’hanno pensata bene. Nicola Minarelli, sindaco di Portomaggiore, e Massimo Mezzetti, assessore regionale alla cultura, su una cosa sono d’accordo: il Teatro Concordia, lo storico Teatro Concordia, va completamente restaurato. Completamente, ma non subito. E il perché lo ha spiegato ieri mattina lo stesso sindaco: «Avevamo candidato il restauro completo del Concordia ad un bando che poi si è rivelato non disponibile. Quindi, assieme all’assessore regionale, si è deciso di restaurare intanto, come primo intervento, la sola platea». E questo è un primo passo. Certo, a parole. Ma come lo stesso Minarelli ricorda, «i tempi vanno rispettati così come le leggi. Quindi servirà un progetto, che sarà poi candidato a bandi di finanziamento». E la Regione, chiediamo, è disponibile a mettere mano al portafoglio per il Concordia? «La Regione non si è buttata via, ne dovremo riparlare a progetto ultimato», è stata la risposta di Minarelli. Dunque, restauro a piccoli passi. In attesa di poter compiere quello grande (quando ci saranno i soldi) per restaurare completamente questo gioiello portuense. «Nel frattempo - conclude Minarelli - quando avremo ristrutturato la platea, questa potrà servire per spettacoli, mostre, ma soprattutto servirà a fare rivivere, già da quel momento, il Concordia». Teatro, come dicevamo, storico e dagli antichi blasoni. Patine che nel tempo sono purtroppo in parte sbiadite. Progettato dall’architetto Giovanni Tosi, nei primi decenni del 1800, su mandato della società per azioni del “Teatro Sociale della Concordia” (costituita da un gruppo di notabili dell’alta borghesia portuense) il teatro venne inaugurato il 15 ottobre 1844. Di architettura circolare, era costituito da 44 palchi disposti su tre ordini che potevano, unitamente alla platea, ospitare 450 spettatori. Stucchi e velluti abbellivano il salone e le parti accessorie rendendo l’insieme un piccolo e prezioso gioiello della comunità portuense. Lirica, prosa, spettacoli d’arte varia, grandi feste in maschera ed infine riunioni sociali e politiche, animarono il Concordia fino agli anni ’50. Poi l’abbandono ed il declino fino agli ultimi decenni quando il Comune decise di recuperare l’edificio per destinarlo a centro sociale. Al termine dei lavori di restauro il Ridotto del teatro è tornato all’antica bellezza. Invece, l’ipotesi di intervento per il teatro, in attesa di finanziamento, prevede un restauro scientifico col quale riportare il fabbricato all’aspetto originario.
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