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Stangata allo spacciatore della Gad e dei Baluardi per due chili di droga

Stangata allo spacciatore della Gad e dei Baluardi per due chili di droga

Al tunisino Mshali i giudici infliggono cinque anni e mezzo per droga e ricettazione: aveva in casa oltre la droga un magazzino di merce rubata,  biciclette, cellulari, orologi

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FERRARA .La stangata è arrivata ieri mattina e si è concretizzata al tribunale di Ferrara con la sentenza di condanna inflitta dal gup Piera Tassoni su richiesta della pm Patrizia Castaldini: per Kaled Mshali, 48 anni, tunisino, ritenuto uno degli spacciatori più attivi in città e arrestato nell’agosto scorso dai carabinieri di Ferrara, il conto della pena è pesantissimo: 3 anni e 2 mesi per il possesso di due chili di droga e 2 anni e 4 mesi per ricettazione perché in casa aveva un magazzino clandestino di biciclette, orologi, telefoni e tanto roba di più; Mshali ha saputo della condanna in carcere.

Il processo a suo carico si è chiuso così ieri mattina dopo che le indagini dei carabinieri e della procura avevano messo in luce il suo ruolo importante di spacciatore di medio livello in città, dove abitava in un condominio di via degli Ostaggi, nella zona tra via Bologna e il Palaspecchi, dove era stato arrestato nell’agosto scorso con un blitz dei carabinieri della Compagnia Ferrara che lo tenevano d’occhio da tempo.

Lui, cittadino tunisino, regolare in città, disoccupato e incensurato, era tenuto d’occhio da tempo perché le indagini avevano accertato che era diventato una pedina importante dello spaccio nei punti caldi di Gad e dei Baluardi.

Quando venne arrestato nel marsupio che indossava gli avevano trovato 1.200 euro in contanti e soprattutto dieci panetti di hashish pronti a essere messi sul mercato.

Ma questa era la droga al portatore, perché il vero tesoro l’aveva nascosto in cantina.

Quando gli perquisirono casa venne fuori di tutto e di più. Soprattutto soldi, tantissimi soldi, in contanti: 36mila euro in banconote, altro hashish per arrivare ai due chili per cui è stato condannato, orologi (alcuni nuovi, ancora con etichetta e prezzo), cellulari, un tablet, una macchina fotografica e cinque biciclette. Tutto materiale che è risultato rubato.

A dare impulso alle indagini erano soprattutto i panetti di hashish firmati, con e il marchio «Roma», prova che la fornitura era importante e lui uno dei terminali di un grosso giro.

Visto che i sospetti su cui sono e stano continuando indagini è che quanto era stato sequestrato fosse solo una parte delle sostanze stupefacenti che poteva smerciare.

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