«Su Eni bene la Regione ma il governo cosa vuole?»
I sindacati : la vendita al fondo Sk Capital sarebbe un colpo all’industria chimica L’alternativa: deve rimanere il controllo pubblico, entri la Cassa depositi e prestiti
«Gli emissari di SK Capital sono già al lavoro, stanno visitando uno a uno gli impianti di Versalis e quel che è peggio è che vi sono quadri aziendali che dicono ai lavoratori che questa è la soluzione giusta». L’informazione viene data a margine della conferenza stampa che Cgil, Cisl e Uil hanno convocato per spiegare le ragioni del terzo sciopero del gruppo Eni.
Le 8 ore di oggi servono proprio per cercare di sbarrare il passo a SK Capital, il fondo americano d’investimenti con sede a New York , che si appresterebbe ad acquisire la quota maggioritaria di Versalis (il 70% secondo le notizie raccolte dai sindacati). L’obiettivo può essere raggiunto solo se il governo fa cambiare idea a Descalzi, l’amministratore delegato di Eni, e lo sciopero proprio questo si propone: pressare Palazzo Chigi e aprire un varco nel quale possa infilarsi l’alternativa proposta dai sindacati, vale a dire conservare in mano pubblica Versalis.
E se Eni davvero non vuole più saperne di occuparsi di industria chimica (tradizionale, innovativa e green) e vuole liberarsi di Versalis allora la soluzione si chiama Fondo strategico della Cassa depositi e prestiti. Questa la narrazione fatta nell’ordine da Fausto Chiarioni (segretario Filctem-C gil), Stefano Mantovani (segretario Femca Cisl), Massimo Zanirato (segretario provinciale Uil, con lui anche Mariangela Occhiali della Filctem) e da Raffaele Atti (segretario provinciale C gil).
«Siamo molto preoccupati -attacca Chiarioni - SK è un piccolo fondo, per acquisire la maggioranza di Versalis dovrebbe indebitarsi e gli utili di Versalis servirebbero per pagare il debito invece che per sviluppare l’attività industriale. Se va in porto questa operazione temiamo che possa essere compromesso il piano di investimenti da 1,2 miliardi di euro deciso a giugno». Sono partite lettere indirizzate al presidente Mattarella e al premier Renzi (oltre che al ministro Guidi) per rappresentare lo scenario di una chimica che «tutti dicono strategica ma che rischia di finire ai margini».
«Il rischio - sostiene Mantovani - è che dopo 4-5 an ni Sk decida che Versalis non interessa più...». La vertenza - ha ricordato Chiarioni - ha il sostegno del Pd regionale (il segretario Calvano si è pronunciato anche l’altro ieri), di Altra Emilia Romagna, degli entti locali (a partire dal Comune di Ferrara) ma soprattutto conta sulla posizione della Regione Emilia Romagna, il cui assessore Palma Costi (Pd) ha messo insieme anche le Regioni Lombardia e Veneto a difesa del futuro di Versalis e della chimica nazionale in genere. Parte da qui Zanirato per lanciare il suo sasso: «Il »Pd regionale c’è, la Regione a guida Pd c’è, perchè allora il governo non si sta muovendo? Il ministro Federica Guidi ha risposto a un ’interpellanza su Eni-Versalis leggendo la brochure di Sk Capital...si può? E Renzi cosa dice? Visto che vogliono essere sollecitati dal territorio, i nostri parlamentari li sollecitiamo noi, fateci sapere che intenzioni ha il governo».
Tocca a Atti chiudere il cerchio: «Questa non è solo una vertenza di categoria, nè riguarda unicamente Versalis. Un disimpegno di Eni metterebbe in pericolo il comparto produttivo della chimica ed esporrebbe a forti rischi importanti filiere italiane, come il biomedicale ad esempio, che si avvalgono delle infrastrutture chimiche e di fondamentali materie prime, fornite oggi della industrie italiane, di cui dovrebbero approvvigionarsi all’estero».
È anche in questo senso - precisa Atti - che la chimica è strategica per una politica industriale e che «bisogna colmare lo scarto tra Regione e governo». Oltretutto -si domandano i sindacalisti - che senso ha cedere impianti come il cracking di Marghera o il 27º di Ferrara che danno grandi utili?
A proposito di reparti ferraresi di Versalis, il X - quello dei grandi botti - è ancora fermo. «Ma - informa Mantovani - pare che i tecnici abbiano individuato cosa non va. Siamo in attesa di notizie più precise».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
