Truffa del solito falso avvocato, l'anziano non ci casca, la moglie invece viene derubata
Una telefonata con la richiesta dI soldi servivano per liberare il figlio trattenuto in caserma e dissequestrare l’auto: l'uomo va dai carabinieri veri per verificare, intanto il falso avvocato raggira la moglie rimasta a casa
Truffe e ancora truffe ai danni degli anziani in città, ma questa volta - purtroppo - i truffatori di turno hanno raggiunto livelli davvero preoccupanti per la loro pericolosità e purtroppo efficacia.
E’ successo tutto in città, nela zona di via Ghiara, quando un anziano è stato contattato da un finto avvocato che gli ha riferito di dover pagare la cauzione per far liberare il figlio, piantonato nella caserma dei carabinieri di di Corso Giovecca. L’uomo, non convinto, è uscito di casa per raggiungere la caserma e verificare, ma nel frattempo è tornato alla carica un complice del finto avvocato che ha parlato con la moglie, si è fatto consegnare 1000 euro per poi sparire dalla circolazione.
Inutile sottolineare che la storia del figlio in caserma era tutta falsa; ogni richiesta di questo tipo e solo frutto di una scaltra macchinazione, del solito raggiro messo in atto da persone senza scrupoli .
Ovviamente sono state subito attivate indagini da parte degli stessi carabinieri avvisati dall’uomo che dubitava del racconto dell’”avvocato”.
L’episodio deve mettere in allarme i cittadini, in particolare gli anziani, principali bersagli dei truffatori: non esistono avvocati che chiedono cauzioni e quando si presenta qualcuno in casa (e al telefono) a raccontare di cauzioni da pagare bisogna avvisare le forze dell’ordine.
Ma vediamo nel dettaglio cosa è successo. Mercoledì scorso attorno all’ora di pranzo nella casa di una coppia di settantenni è arrivata la telefonata da parte di un finto avvocato che diceva all’anziano di rivolgersi ad un maresciallo dei carabinieri in servizio nella stazione di Corso Giovecca (circostanza del tutto inventata). Il figlio dell’anziano era trattenuto nella piccola caserma dopo essere stato fermato per questioni legate alla guida dell’auto; il falso avvocato chiedeva 2mila euro per pagare la cauzione e ottenere di la liberazione del figlio e il dissequestro dell’auto. L’uomo ha diffidato e anziché telefonare al numero fornito dall’avvocato ha preferito recarsi di persona in caserma.
A questo punto i truffatori, hanno avuto la capacità (diabolica) di mettere in atto il piano B. Mentre l’uomo si recava nella caserma di corso Giovecca dove avrebbe scoperto l’inganno, un altro finto avvocato si presentava nella casa della coppia e parlando con moglie è riuscito a convincerla dell’assoluta emergenza e a farsi consegnare 1000 euro. Il marito dopo scoperto l’inganno ha dovuto subire anche la beffa.
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