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Basell, la trattativa naufraga Proclamato un nuovo sciopero

Basell, la trattativa naufraga Proclamato un nuovo sciopero

Chiarioni: «L’azienda rifiuta di offrire garanzie sulla ricollocazione di addetti con mansioni in esubero» Ieri a Roma mobilitazione nazionale unitaria per Eni-Versalis: «Vogliamo incontrare il governo»

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Se Eni, come ha ribadito ieri alla manifestazione unitaria di Roma il segretario generale dei chimici Cgil Emilio Miceli, «sta affrontando nel peggiore dei modi la cessione di Versalis», non è stata migliore la ripartenza della trattativa tutta ferrarese per il rinnovo del contratto integrativo di Basell. Tempo 48 ore e, al termine di un’altra estenuante maratona, giovedì sera il tavolo di discussione si è di nuovo interrotto, e i sindacati hanno proclamato per lunedì uno sciopero di quattro ore.

Il difficile dialogo tra Basell e sindacati si è infranto contro gli stessi scogli che, due mesi fa, avevano inasprito il confronto fino al licenziamento del delegato Luca Fiorini. Una ferita che il reintegro disposto dal giudice del Lavoro avrebbe potuto sanare, ma sulla quale l’azienda ha voluto gettare il sale del ricorso. Così la trattativa, riaperta in salita (l’annuncio dell’impugnazione non a caso è arrivato proprio alla vigilia), si è avvitata quasi subito attorno alle condizioni che Basell non vuole accettare: la garanzia di ricollocazione del personale con mansioni in esubero.

Diversi gli interlocutori, identica la chiusura. Al posto di Antonio Gaudenzi, Gabriella Bazzana e Massimo Mazza (i tre dirigenti protagonisti del “caso Fiorini”), a discutere con i rappresentanti dei lavoratori (tra cui Fiorini) c’erano il direttore dello stabilimento Gianluca Gori, un dirigente del settore Ricerche e due funzionarie delle Risorse Umane «ma ancora una volta l’azienda ha confermato di rifiutare il sindacato come parte attiva nelle relazioni industriali», commenta il segretario provinciale della Filctem Fausto Chiarioni. «L’azienda non ha capito o non vuole capire che il punto centrale di questa trattativa non è la parte economica, ma il bisogno di lavorare con serenità». Una serenità che il licenziamento in tronco di due addette avvenuto a dicembre (e poi ritirato in seguito alla minaccia di sciopero) ha compromesso nel profondo e creato una frattura tra l’azienda e i suoi dipendenti. «Lo sciopero a Basell sarà lunedì a partire dal turno notturno, l’azienda ha tutto il tempo di ripensarci», prosegue Chiarioni, di ritorno dalla manifestazione unitaria di Roma per il futuro di Versalis, durante la quale ha indossato, come gli altri trenta delegati ferraresi delle tre sigle, la felpa con l’ormai noto #iostoconLuca.

A cui qualcuno ora vorrebbe affiancare #iostoconlachimica visti i chiari di luna che incombono su Versalis e che hanno portato ieri allo sciopero nazionale (con adesione del 95% secondo i sindacati e del 35% secondo Eni).

Sul palco di piazza dei Santi Apostoli hanno preso la parola sia i segretari generali Camusso, Barbagallo e Farina, sia i segretari dei Chimici Miceli, Pirani e Colombini. Un’unica voce: no alla cessione di Versalis al Fondo americano SK Capital. La risposta al disimpegno di Eni non può essere, come ha sottolineato Miceli, «una partnership poco affidabile, piccola, con zero dipendenti, di recentissima costituzione (2009) con sede alle Cayman». Per far sì che la chimica resti italiana «se ne occupi il Fondo strategico della Cassa Depositi e Prestiti, prima che sia troppo tardi». Un intervento dello Stato che Cgil, Cisl e Uil hanno sollecitato scrivendo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che ora vogliono rafforzare con un incontro diretto con il Governo: «Il presidente del Consiglio e il ministro Guidi ci convochino - è la richiesta - perché vogliamo esprimere loro fino in fondo le nostre ragioni e preoccupazioni per il futuro di quei siti su cui oggi esiste una presenza industriale consolidata di Eni, a cominciare dal ruolo fondamentale che avrà nel passaggio verso la chimica verde. Il divorzio dell’Eni dalla politica industriale dell’Italia è inaccettabile».

Da parte sua il gruppo petrolifero ha risposto alla mobilitazione sindacale con una nota nella quale si dichiara aperto e disponibile «a un dialogo costante con tutte le parti sociali coinvolte» nella vicenda Versalis.

Alessandra Mura

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