Concessioni demaniali I bagnini non mollano
Lido Estensi, la polemica rimane accesa dopo la manifestazione a Roma «Quanto chiede l’Europa è chiaramente contro le imprese italiane»
LIDO ESTENSI. «Dalla durata delle concessioni demaniali, con il venire meno del rinnovo automatico, al trasferimento parziale e contraddittorio di funzioni dallo Stato alle Regioni, continua il colpevole ritardo delle nostre Istituzioni nell’affrontare e risolvere la situazione di profondo malessere in cui versa il settore». Dura la posizione della Confesercenti, così come anche di Assobalneari, in merito alla questione Concessioni demaniali. «Una condizione che rischia di espellere dal mercato migliaia di imprese e che ogni anno, alle porte della nuova stagione balneare, costringe a fare i conti con difficoltà ormai endemiche». Per ribadire le urgenze del settore, ponendole all’attenzione di Governo, forze politiche e istituzioni, sono scesi in piazza a Roma, centinaia di imprenditori balneari aderenti a Fiba-Confesercenti, Assobalneari-Confindustria, Sib/Fipe-Confcommercio e Oasi-Confartigianato. Al Governo è stato chiesto una diversa più lunga durata delle concessioni demaniali marittime nel minimo pari almeno a 30 anni da assicurare, in ossequio ai principi costituzionali di eguaglianza e parità di trattamento, anche alle imprese attualmente operanti al fine di salvaguardare la peculiare caratteristica di gestione familiare della balneazione italiana attraverso la preminenza del fattore lavoro su quello del capitale investito; l’alienazione con diritto di opzione in favore dei concessionari delle porzioni di demanio marittimo che da tempo hanno perso le caratteristiche della demanialità e della destinazione ai pubblici usi del mare; riconoscimento del valore commerciale dell’azienda balneare da trasformarsi in ristoro a favore del concessionario nel caso di una cessione coattiva in favore di terzi; la modifica dei criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi . «Il ministro Costa, e tutto il suo staff, hanno dimostrato particolare attenzione ed interesse relativamente agli argomenti esposti - dichiara il Presidente di Assobalneari Licordari - apprezzando il lavoro svolto dalla nostra associazione. Purtroppo al termine della riunione mentre ero sulla via del ritorno ho appreso che il documento proposto dalla Regione Liguria con la richiesta di un periodo transitorio di trent’anni, non si può accettare come norma generale di riferimento a discapito di una richiesta di un periodo transitorio trentennale, come adottato negli altri Paesi nostri competitors». Questa posizione - conclude il presidente di Assobalneari - è chiaramente contro le Imprese balneari Italiane, e non ha una visione lungimirante per lo sviluppo e il rilancio di un settore che è una eccellenza per il turismo del nostro Paese. Ma quale sviluppo economico pensiamo di avere davanti a noi se ci sono posizioni miopi di questo tipo?».
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