Donazioni e lasciti sospetti, amici a processo
Accusati di circonvenzione di incapace ai danni di un’anziana, ora deceduta
Sono finiti a processo per circonvenzione di incapace perché, secondo l’accusa, avrebbero spinto un’anziana molto facoltosa - ora deceduta - a versare a loro favore circa 400mila euro tra donazioni e lasciti testamentari.
Loro, difesi dagli avvocati Marco Linguerri e David Zanforlini, ribattono invece che non c’è stata alcuna forzatura di volontà, che la signora ha dimostrato tanta generosità nei loro confronti solo in virtù della loro lunga amicizia.
Su queste ricostruzioni contrastanti si svolge il processo a carico dei due imputati, due uomini di 73 e 62 anni. Entrambi vecchi conoscenti della signora, i due frequentavano la sua casa con una certa assiduità.
A innescare l’indagine, nel 2012, era stata un’importante donazione a favore di un’altra famiglia (a quanto sembra non legata da rapporti di amicizia o parentela con i due imputati), autorizzata sì dal giudice ma di cui l’amministratrice di sostegno della signora era all’oscuro.
A fronte della segnalazione successiva della “tutrice”, il giudice aveva ritirato l’autorizzazione e trasmesso tutto alla procura perché ci vedesse chiaro. I successivi accertamenti avevano fatto emergere gli altri episodi ora contestati agli imputati: due donazioni da 100mila euro ciascuna, un lascito testamentario sempre da 100mila euro e sempre a favore dei due imputati e una terza donazione, quella a favore di un’altra famiglia che però non è finita sul banco degli imputati. Il processo, in cui la nipote dell’anziana donna si è costituita parte civile, riprenderà il 26 febbraio, con l’audizione di altri testimoni.
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