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«Eventi a rischio se la tassa salta»

di Annarita Bova
«Eventi a rischio se la tassa salta»

Il Comune rischia di non incassare oltre 700mila euro Il sindaco Fabbri: «Siamo alla follia, difficile andare avanti»

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COMACCHIO. «Da un giorno all’altro ci viene comunicato che potremmo non incassare oltre 700mila euro. Più altri tagli importanti già confermati. Tutto questo con la stagione alle porte. Può un’amministrazione comunale sopportare tale schizofrenia? E con i cittadini, chi ci mete la faccia?». È deluso ma soprattutto arrabbiato il sindaco di Comacchio Marco Fabbri dopo che la Corte dei Conti dell’Abruzzo ha espresso il proprio parere secondo cui per il 2016 i Comuni non possono istituire l’imposta di soggiorno, posizione apparentemente confermata in questi giorni anche dal Ministero delle Economie e delle Finanze. «Il Comune di Comacchio - va avanti Fabbri - ha approvato il Bilancio prima della Legge di Stabilità, questo significa che abbiamo le mani legate. Qualche Regione si sta già muovendo, anche perché in alcune città la Tassa di soggiorno è già attiva da gennaio. Insomma, la situazione è molto complicata, siamo davvero in difficoltà e la speranza è che dal Ministero arrivino risposte certe e in tempo reale». Ma è possibile recuperare in altri modi i 700mila euro che potrebbero venire a mancare? «No, purtroppo no - fa presente il primo cittadino - ed anche per questo chi ci ha messo in questa situazione deve essere anche in grado di tirarci fuori». Insomma, gli oltre 700mila euro euro inseriti nel bilancio pluriennale del Comune di Comacchio previsti come introito dell’imposta di soggiorno già da quest’anno, non potranno essere utilizzati. Una vittoria per gli operatori turistici? Non proprio. «La Tassa di soggiorno la volevano in pochi - va avanti Fabbri - e anche noi amministratori l’abbiamo accolta non favorevolmente. Il punto è un altro. Se una famiglia sa di avere un tot di soldi a disposizione e prevede dunque una serie di spese, se non vede arrivare la cifra su cui conta va inevitabilmente in crisi. Se non potremo applicare la tassa di soggiorno, dovremo rinunciare a qualcosa oppure chiedere, ancora una volta, ai privati di aiutarci». La Corte, in particolare, dà interpretazione estensiva della norma di cui al comma 26 della Legge di stabilità 2016, con cui il legislatore vuol mantenere invariato il livello di pressione tributariacomplessivo, attraverso congelamento generalizzato dei tributi degli enti territoriali rispetto alle aliquote in vigore nel 2015 rendendo inefficaci le delibere nella parte ove prevedono variazioni in aumento.

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