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Masterchef, “Roccia” da Berra esce ma a testa alta

Masterchef, “Roccia” da Berra esce ma a testa alta

Il vicesindaco Barbieri ringrazia Dario Baruffa che resta impegnato con il Master of Pasta

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BERRA. Il sogno è terminato alla decima puntata, ma il ricordo rimarrà intenso sempre e chissà che questa avventura non apra le porte ad un nuovo percorso nella vita di tutti i giorni. Dario Baruffa, la “roccia” di Berra, saluta MasterChef in una delle puntate più combattute di sempre. Se ne vanno lui e Lucia, così per conquistare l’ambito titolo adesso sono rimasti soltanto in quattro.

E poi il cammino di Dario è tutt’altro che finito, visto che entrambi potranno diventare il nuovo Voiello Master of Pasta, prendendo l’eredità di un altro ferrarese, l’argentano Simone Finetti protagonista nel programma di Sky nel 2014.

La decima puntata, come detto, ha mietuto due vittime eccellenti: Dario e Lucia, due cuochi amatoriali che hanno senz’altro lasciato il segno in questa quinta stagione di MasterChef. Entrambi sono convinti che in futuro la cucina continuerà a rivestire un ruolo importante nelle loro vite. Guidati e assistiti da Simone Finetti, il primo Voiello Master of Pasta, i due ora dovranno cucinare il loro miglior piatto di pasta, utilizzando gli ingredienti nascosti sotto la Voiello Mystery Box. A giudicare i loro piatti sarà il pubblico sul sito www.masterofpasta.it

Baruffa per tutta la giornata di ieri ed ancora oggi sarà a Milano, fra tv ed altri impegni, quindi non può ancora rilasciare interviste ai quotidiani.

A parlare anzi, a scrivere per lui, è stasto Filippo Barbieri, il vicesindaco di Berra intervenuto ieri sulla pagina Facebook “Sei di Berra se...”: «Desidero pubblicamente ringraziare un nostro compaesano ma soprattutto un nostro caro amico, Dario Baruffa che ieri sera (giovedì, ndr) ha concluso la propria straordinaria avventura televisiva a Masterchef. Caro Dario per quasi due mesi ci hai tenuti tutti incollati al televisore per seguirti ed incitarti, inizialmente un po’ stupiti di vederti in televisione ma immediatamente consapevoli delle tue straordinarie doti, non solo culinarie ma anche umane. Abbiamo tifato e sofferto orgogliosi della tua spontaneità. Hai insegnato a tutti che non bisogna fingere, recitare delle parti, bisogna essere sempre se stessi, e tu lo sei stato, a Berra come negli studi televisivi. Sicuramente hai saputo rappresentare la nostra terra, la nostra provincia, il nostro dialetto, i nostri piatti e le nostre tradizioni. Ci hai fatto sentire un po’ tutti più importanti. Ora continuerai ad inseguire i tuoi sogni nella vita più reale, sicuramente più forte di prima e consapevole delle tue enormi capacità. Il futuro, caro Dario, appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni e sono sicuro che questa straordinaria esperienza ti ha sicuramente insegnato che il successo è un viaggio e non una meta. Un grosso in bocca al lupo Dario, perché tu possa realizzare i tuoi sogni mantenendo sempre la tua spontaneità e la tua umiltà, doti che nessun programma televisivo potrà mai insegnare a nessuno». (d.b.)

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