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Sculture bruciate e una pistola sul posto

Sculture bruciate e una pistola sul posto

Lido Volano, ennesimo atto intimidatorio ai danni dell’artista Menegatti. E spunta il cartello “pericolo di morte”

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LIDO VOLANO. Quella che avrebbe dovuto essere la giornata dei grandi preparativi in occasione della camminata organizzata per oggi pomeriggio, 20 febbraio, sull’arenile tra Volano e Nazioni a difesa di “Natedalmare”, le opere dell’artista Enrico Menegatti, si è trasformata nell’ennesima, amara scoperta, di un altro grave atto vandalico. Quello o quelli che al momento restano ignoto o ignoti vandali «stupidi ed ignoranti» come li ha definiti lo stesso Menegatti, probabilmente nella tarda serata di venerdì, utilizzando qualche tipo di liquido combustibile hanno dato fuoco ad una delle più poderose opere marittime lignee dello scultore codigorese, il dinosauro, alto oltre 3 metri e pezzo forte di uno zoo artistico che ha portato sulla duna di Volano e Nazioni migliaia di visitatori.

Ma i vandali non si sono solo limitati ad incendiare il dinosauro, ribattezzato da tutti, con un certo affetto, “Dino”, vicino a quello che ora è un ammasso di legno carbonizzato, ieri mattina fumava ancora, e perni di metallo per il sostegno anneriti dal calore, è stata sistemata una pistola, giocattolo, messa sopra un cartello di pericolo giallo, ma recante la scritta di un teschio, evocativo di pericolo di morte. Una minaccia vera e propria quindi che ha portato Enrico Menegatti, che si trovava sul posto, ieri insieme al fratello, per sistemare le sculture, a chiamare i carabinieri, che giunti sul posto hanno iniziato le indagini per cercare di dare un identità al reiterato o reiterati vandali, che in questo caso hanno continuato ad alzare il tiro, dopo il posizionamento del cuore di animale e piume sulla scultura toro. La pistola giocattolo, ma alla quale è stato tolto il tappo rosso è stata sequestrata e sarà sottoposta ad analisi.

Ma come ha detto lo stesso Menegatti, la sua passione per queste opere, la sua dedizione per questo luogo, per le sue creazioni, che hanno dato un inestimabile valore aggiunto alle sue opere non si ferma, anzi. Quel che è successo è rimbalzato quasi subito sul web con un messaggio alquanto chiaro postato sul profilo Facebook della moglie Sabina Zanardi: «Ci risiamo: l’ennesimo scempio, che comunque non ci spaventa e non ci fermerà. Domani (oggi 21 febbraio alle 14.30 ndr) la camminata organizzata a difesa delle sculture di Enrico Menegatti, oggetto di ripetuti atti di vandalismo, si farà. Per ovvi motivi mancherà Dino, ma prima o poi lo rivedremo in quel meraviglioso arenile di Lido di Volano. Per questo vi aspettiamo ancora più numerosi».


Non riesce a spiegarsi il motivo di questo accanimento Enrico Menegatti: «Stamane, verso le 9.30, insieme a mio fratello, stavamo andando dalle sculture per controllarle in previsione della camminati di domani, quando un ragazzo mi ha chiesto se avevo già visto quel che era successo al dinosauro. Ho detto di no, che ero appena arrivato e quando sono giunto da Dino ho visto la scultura quasi completamente carbonizzata, ancora fumante e la pistola, con il cartello di pericolo di morte, lì poco distante. A quel punto ho chiamato i carabinieri e ho fatto denuncia».
Maria Rosa Bellini

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