Vagoni dimenticati e binari nel degrado
Bondeno, tra le due stazioni c’è un’area abbandonata I leghisti promettono di riaprire il caso in consiglio regionale
BONDENO. Quello che doveva essere il punto inter-modale della linea ferroviaria della Fer, tra le due stazioni dei treni di Bondeno, è diventato ormai un piccolo deposito di vagoni dismessi. Nonostante, un paio di anni fa, alcuni vagoni siano stati portati via, facendo presagire un trasloco, forse la demolizione stessa dei vagoni abbandonati.
Ora quegli stessi treni lasciati al loro destino tornano oggetto di un’interrogazione, stavolta a livello regionale, a firma di Marco Pettazzoni e Alan Fabbri (Lega Nord), intenzionati a chiedere al titolare dei trasporti di viale Aldo Moro, Donini, «tempi e modi della smobilitazione ed i motivi per cui si sia arrivati - è la richiesta all’assessore regionale - fin qui, senza che sia stato fatto nulla». I treni, infatti, sono ancora fermi lì, lungo i binari della vecchia ferrovia di Bondeno.
Nel lontano ottobre del 2010, quando i vagoni fermi non erano un numero elevato come ora, l’ex consigliere provinciale ed ex sindaco di Bondeno, Davide Verri, interpellò l’assemblea ferrarese, parlando di un’ipotesi di riconversione dell’area, poiché in quel periodo si stava valutando l’impiego dell’intera zona dell’ex stazione che poteva risultare idonea a una “ri-funzionalizzazione”, in ottica Psc. Visto che l’area aveva perso la sua originale destinazione d’uso. Verri aveva sottolineato anche che i convogli, in palese stato di abbandono, presentavano carrozze e locomotori in avanzato stato di degrado. Preda di atti vandalici (da parte dei soliti writer), ed in ogni caso pericolosi. Perché i vari vagoni presentano vetri rotti, porte forzate, offrendo rifugio a qualche sbandato o ad animali, come i ratti. Fer dichiarò all’epoca, in una risposta riportata in assemblea provinciale, che ci sarebbe stata una prossima “smobilitazione” del convoglio parcheggiato, da ormai troppo tempo, a Bondeno.
Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti, ed i convogli si sono moltiplicati. Per di più, sono rimasti fermi sui binari anche quando, accanto ad essi, sostò il treno di pronto intervento del Genio Ferrovieri, che ospitò svariati terremotati nei giorni immediatamente successivi al sisma.
Ora, con l’interrogazione che verrà depositata a breve, come detto in apertura, da Fabbri e Pettazzoni, si riaprirà in consiglio regionale (molto probabilmente) un nuovo capitolo della annosa vicenda.
Mirco Peccenini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
