Aggredisce la ex e si lancia dalla finestra
Tragica fine per un 22enne albanese ieri in via Oroboni: durante la lite la vittima aveva anche cercato di aprire il gas
Un pomeriggio da dimenticare, quello di ieri, per i residenti e la comunità di via Oroboni. Un giovane albanese di 22 anni ha dapprima tentato di aggredire la ex fidanzata (italiana; le sue condizioni non sarebbero gravi), poi alla vista dei carabinieri e dei pompieri, non essendo riuscito a far scoppiare la palazzina dopo aver procurato una fuga di gas, si è lanciato dalla finestra del quarto piano (sul retro dell’edificio) cadendo al suolo e morendo sul colpo. Via Oroboni, popoloso quartiere a ridosso del centro cittadino, diventa così teatro di un fatto di cronaca nera che lascia attoniti i numerosi cittadini riversatisi in strada. La ricostruzione avviene grazie al lavoro dei carabinieri (che giungono in pochi attimi sul posto) e dei pompieri (che mettono in sicurezza la palazzina, e prima ancora l’appartamento al quarto piano che il 22enne suicida condivideva con altri giovani, evitando possibili esplosioni. Pompieri avvisati dai co-inquilini del 22enne). Attorno alle 15,45 nella casa, stando sempre alle ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, si scatena un violento litigio tra lo stesso giovane ed una ragazza, molto probabilmente la sua ex. Al culmine dell’alterco il ragazzo avrebbe aggredito fisicamente la giovane, la quale è riuscita però a divincolarsi giungendo sino al più vicino presidio/stazione dei carabinieri. Ma la tragedia, quella vera e terribile, doveva ancora consumarsi. A quel punto, infatti, il 22enne albanese, che fino a ieri pare non avesse mostrato segni di squilibrio, ha “scelto” una finestra di quella casa, l’ha aperta e si è lasciato cadere nel vuoto. Uno schianto da circa 10 metri di altezza. Erano le 16,10. Una fine orribile la cui scena si è presentata agli occhi dei carabinieri, i primi a giungere sul posto. Gli stessi militari dell’Arma hanno effettuato i rilievi preliminari, prima che dall’autorità giudiziaria arrivasse la disposizione di rimuovere il corpo senza vita del 22enne. Per le autorità il caso è praticamente chiuso come suicidio. Resta da capire il movente di un gesto di tale drammaticità ed anche il contesto dei rapporti in cui esso è maturato. Suicidio con sfondo passionale, per la perdita della fidanzata (che pare da qualche tempo avesse messo fine alla relazione tra i due)? Depressione? Meglio restringere, in questo momento, il campo delle ipotesi in attesa che sia l’autorità giudiziaria a fare chiarezza sul caso. Resta, questa sì, con tutta la sua triste drammaticità, la fine orribile di un ragazzo di 22 anni forse giunto in Italia alla ricerca di qualcosa che assomigliasse alla felicità. Poche le dichiarazioni, e molto “tirate”, da parte dei vicini che hanno visto e udito: «È successa una cosa molto brutta», ci ha detto, in un italiano stentato, uno dei residenti. Per il resto, poca voglia di commentare. Le indagini sono affidate al pm Nicola Proto.
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