L’imperativo di ascoltare Gesù nella Trasfigurazione
di mons. IVANO CASAROLI Con il severo rito della imposizione delle ceneri abbiamo iniziato la nostra Quaresima come un cammino al seguito di Gesù verso la Pasqua. Un inno liturgico che in questo...
di mons. IVANO CASAROLI
Con il severo rito della imposizione delle ceneri abbiamo iniziato la nostra Quaresima come un cammino al seguito di Gesù verso la Pasqua. Un inno liturgico che in questo tempo presenta così la comunità cristiana: «Protèsi alla gioia pasquale, sulle orme di Cristo Signore, seguiamo l'austero cammino della santa Quaresima». Un cammino austero ma non triste, un cammino che ha il sapore della preparazione delle nozze di Cristo con la sua Chiesa nella quale noi siamo chiamati a parteciparvi. Gesù al battesimo nel Giordano è presentato dal Padre come “il Figlio amato” che viene condotto (spinto) nel deserto “per essere tentato”. Nel battesimo anche noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio, siamo diventati figli amati dal Padre e siamo sostenuti nel nostro cammino cristiano. Nella pagina del vangelo di Luca che abbiamo ascoltato domenica scorsa, abbiamo visto come la forza di Gesù nel resistere alle tentazioni stia tutta nell'amore obbediente al Padre di cui conosciamo la parola nella Sacra Scrittura: “sta scritto”.
Oggi la liturgia ci fa compiere un bel passo avanti: dal monte delle tentazioni al monte della Trasfigurazione e in questa domenica tutta la liturgia è innervata dal tema della fede che ha la sua esemplarità in Abramo (prima lettura), la sua piena e perfetta manifestazione in Gesù (il vangelo) e una testimonianza forte in Paolo (seconda lettura) che insegna che credere è condividere il cammino di Gesù crocifisso e risorto; un cammino che diventa esemplarità anche per gli altri. È la missione e i testimoni di Cristo in opere e parole. L'evangelista Luca ci fa camminatori insieme a Gesù verso il monte della Trasfigurazione “per pregare”. La preghiera è, per l'evangelista, il momento privilegiato per le manifestazioni divine: «e mentre pregava il suo volto cambiò d'aspetto e la sua vesta divenne candida e sfolgorante». Per indicare la trasfigurazione, Luca richiama il linguaggio che il libro dell'Esodo (34. 29-30) usa per raccontare di Mosè che scendendo dal monte risplendeva di luce perché aveva parlato con Dio. All'incontro con Gesù partecipano anche Mosè ed Elia che parlano apertamente della sua dipartita, cioè della sua morte e resurrezione, che si sarebbe compiuta in Gerusalemme. Al termine di questo colloquio "dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo». A nessun credente sfugge l'importanza di questo imperativo per la propria esistenza che già Mosè aveva anticipato ad Israele: «Il Signore tuo Dio susciterà in mezzo per te, in mezzo a te, un profeta pari a me; a lui darete Ascolto» (Dt 18,15). Ascoltare con il cuore per vivere la sua volontà con la vita. E, conoscendo le nostre difficoltà, la Chiesa nella messa di domenica prossima ci fa pregare così: «O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito, perché possiamo godere la visione della tua gloria».
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