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festa invernale dell’unità di filo

Luigi Berlinguer racconta l’evolversi della nuova sinistra

Luigi Berlinguer racconta l’evolversi della nuova sinistra

FILO. «Ecco: vi ho voluto dare un’idea moderna di sinistra». È la frase con la quale l’on Luigi Berlinguer ha concluso l’incontro che ha tenuto ieri mattina in occasione della Festa invernale dell’Uni...

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FILO. «Ecco: vi ho voluto dare un’idea moderna di sinistra». È la frase con la quale l’on Luigi Berlinguer ha concluso l’incontro che ha tenuto ieri mattina in occasione della Festa invernale dell’Unità di Filo. Invitato dal segretario del Pd di Argenta Leonardo Fiorentini che l’ha presentato come «la persona adatta per parlare di riformismo», l’ex Ministro dell’Istruzione, di fronte ad iscritti e simpatizzanti della sinistra storica (e non solo) di Argenta, ha da subito messo in chiaro che caduto il muro di Berlino, la nostalgia del comunismo non ha più ragione di esistere. Il futuro, oggi, si chiama Partito Democratico, nato da «una fusione fredda - ha detto - che ha superato il Pci ma che, pur essendo un provvidenziale partito che ha bisogno di camminare insieme, non ha avuto il tempo per digerire il processo della fusione stessa». Insistendo sulla questione nostalgia che è risaputo, a Filo, è di casa, ha tenuto a ribadire che «pur essendo un concetto a noi caro, non costruisce la storia e noi, oggi, non siamo un partito del passato. Noi dobbiamo imparare guardando al futuro e non dobbiamo ripetere quello che ci siamo detti fino a ieri altrimenti è nostalgia». Inevitabile poi, il riferimento al presidente del consiglio Matteo Renzi; per l’on Berlinguer, l’ex sindaco di Firenze «è abile, coraggioso, temerario e che, con quel suo “o si cambia o me ne vado” qualche callo lo ha calpestato». Ed è da qui che l’on Berlinguer ha sviluppato il tema del riformismo attraverso il lavoro quale obiettivo per un’equità sociale e per la piena occupazione, ma soprattutto, ha indicato quale ricetta «lo sviluppo e l’aumento delle conoscenze: non basta più il lavoro manuale». Nell’avviarsi verso la conclusione, ha dapprima elogiato le conquiste delle donne, che hanno operato in ambienti poco femministi come il movimento operaio, poi, ha snocciolato due concetti ritenuti essenziali: il sapere legato alla conoscenza e il riequilibrare il potere.

«Questo si potrà ottenere - ha aggiunto - se c’è un rapporto diretto tra libertà ed eguaglianza: se non c’è l'uno non può esserci l’altro». Sorprendendo, la conclusione, l'on Berlinguer l’ha riservata a Papa Francesco «che sta scuotendo il mondo con il concetto di povertà. E anche noi di sinistra dovremmo svegliarci».(g.c.)

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