«Pomodoro e cereali Servono misure a tutela del reddito»
Crisi di mercato e bassi prezzi pagati dall’industria preoccupano Agrinsieme. Gli impegni del ministro Martina
«L'agricoltura deve essere sempre più al centro delle scelte strategiche dell'Europa da qui al 2020». E' questo l'impegno che chiede a gran voce il coordinamento Agrinsieme all'indomani della riunione europea del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura dell'Unione Europea, nella quale si è parlato principalmente della gestione delle crisi di mercato, con particolare focus sui settori ortofrutticolo e lattiero-caseario. Agrinsieme ha accolto positivamente la dichiarazione fatta dal ministro delle Politiche agricole italiano Maurizio Martina, nel corso della riunione "in merito alla necessità di misure straordinarie per la tutela del reddito degli agricoltori e degli allevatori». In modo particolare il Ministro ha parlato dell'urgenza di un "sostegno ai produttori di pomodoro" e ha avanzato la "richiesta di applicazione della clausola di salvaguardia". È di questi giorni, infatti, il tavolo per la contrattazione del pomodoro da Industria del Nord con l'obiettivo comune di favorire un dialogo intra filiera al fine di governare domanda e offerta, verso una programmazione attenta delle superfici coltivate che sia in grado di garantire agli operatori la corretta remuneratività. Si tratta di un settore attorno al quale oggi si stenta a trovare un accordo poiché l'offerta avanzata dalle industrie di trasformazione è ben al di sotto dei costi produttivi diretti.
Situazione di gravità anche per l'andamento del mercato nazionale dei cereali che segna cali generalizzati per tutti i prodotti, con punte di -5 euro per il grano duro e di -8 euro per la soia (dati relativi alla settimana dall'8 al 15 febbraio). Una situazione particolarmente pesante per la provincia di Ferrara, se si considera che i seminativi rappresentano ben oltre il 50% della superficie agricola provinciale.
«Come già ribadito in sede nazionale, è necessario che venga fatto di più - dichiarano i vertici di Agrinsieme Ferrara -. Le crisi ormai toccano tutti i settori: l'ortofrutta, i seminativi, ma anche la zootecnia da latte e da carne ed il florovivaismo».
Agrinsieme evidenzia come "l'assenza di una vera politica agricola comune (una 'non Pac') non consenta di gestire adeguatamente simili enormi squilibri di mercato che mettono a rischio i redditi dei produttori e l'avvenire stesso delle imprese agricole". "Il nuovo sistema dei pagamenti diretti e gli incentivi strutturali dei Piani di Sviluppo Rurale - ricorda il Coordinamento - si stanno rivelando strumenti inadeguati e fortemente burocratizzati, perché mal concepiti rispetto alle reali esigenze delle imprese. Quando invece, come con gli impegni di greening, non penalizzano la produttività e la competitività degli operatori. Dal 2015 gli agricoltori hanno a disposizione meno risorse, ma con oneri e complessità enormemente accresciuti. Per non parlare della politica commerciale comunitaria, che prevede aperture ai Paesi terzi senza preventive valutazioni di impatto e senza adeguata attenzione alle tematiche fitosanitarie".
Andrea Tebaldi
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