«Io, immigrato farò rinascere l’Albergo Stazione»
L’hotel si chiamerà Elias come l’imprenditore africano «Ci metto impegno e fondi, alle istituzioni chiedo sicurezza»
Si chiama Raphael Elias Ndayisenga; è nato il 1 gennaio del 1967 in Tanzania ed è in Italia dal 1999. Con il suo progetto, frutto di un grande spirito di iniziativa e di fiducia nel futuro, riscatta da solo il giudizio, spesso negativo, che molti esprimono sugli extracomunitari.
Lo incontriamo in Piazza Castellina, la strada che si trova a due passi dalla stazione ferrovia, in una zona notoriamente calda per spaccio di droga e piccola delinquenza, situazioni che hanno dato vita a due associazioni di residenti che stanno adoperandosi per contrastare il degrado del quartiere Gad. Ma veniamo a Elias, come preferisce essere chiamato, che dopo aver dato il nome al suo bed&breakfast, sarà anche quello del vecchio albergo della stazione, da lui stesso rilevato per farlo rinascere insieme a tutta la zona circostante.
«Da quando sono in Italia - racconta il futuro imprenditore - così almeno gli auguriamo di diventare - ho sempre lavorato. Ho un diploma di scuola superiore e inizialmente sono stato alle dipendenze di una ditta di Santa Maria Maddalena. Allora risiedevo a Rovigo dove mi sono anche sposato. Nel 2004 ho cambiato settore ma nel 2013 sono stato licenziato, solo io che per altro ero l'unico straniero fra i dipendenti, sembra per motivi economici dell'azienda. Ho fatto ricorso, ma per evitare il tribunale siamo venuti a un accordo che tradotto in soldi, insieme al Tfr mi ha consentito di fare le prime mosse del mio progetto di riqualificazione di piazza Castellina e dintorni. Dal 2004 mi sono trasferito a Ferrara in viale IV Novembre dove ho aperto un bed&breakfast che mi sta dando soddisfazioni e che mi consente di avere quelle risorse necessarie per realizzare un nuovo progetto».
Infatti Elias dopo le delusioni per la sua situazione lavorativa, prima si è avvilito, poi ha cominciato a guardarsi attorno notando quante saracinesche si sono abbassate in questa Piazza che per chi arriva con il treno, rappresenta invece il primo impatto con la città. Ha pensato allora che non potendo sperare in un'altra assunzione, poteva creare lui stesso qualcosa, diventando un piccolo imprenditore e rilevando ad esempio l'Albergo della stazione ormai in uno stato di abbandono totale.
«Ho comprato l'immobile all'asta e ora è mio - prosegue - mi sto rimboccando le maniche perché è completamente da ristrutturare e sono fiducioso di terminare i lavori in qualche mese, proprio quando finirà l'intervento sulla pavimentazione di Piazza Castellina, magari inaugurando insieme. Ma.. c'è un ma! Ho bisogno che chi ne ha il potere mi aiuti portando a maggior sicurezza la zona».
Elias, infatti, pensa a una maggiore di illuminazione «perché - sostiene - dove c'è luce non ci sono i delinquenti» che lui chiama diavoli; gli piacerebbe che il Comune potesse dare degli incentivi a chi desidera rialzare le saracinesche dei negozi presenti chiusi da troppo tempo e che fossero posizionate diverse telecamere, così da creare momenti culturali, iniziative teatrali, mostre e musica per far uscire di casa i residenti, le donne e gli anziani, perché si riapproprino del loro territorio e possano viverci tranquilli. «Il mio piccolo Albergo che si chiamerà Elias ha solo quattro stanze per 9 posti letto situate al primo piano; cercherò di renderlo confortevole e accogliente, poi se le cose andranno bene acquisterò anche il secondo piano dove ci sono altre 12 stanze per 24 posti letto. Il progetto che sto portando avanti da solo, se decollerà potrà dare un lavoro anche ad altre persone, perché mi piacerebbe essere ricordato non come chi è venuto solo a chiedere qualcosa, ma come chi ha lasciato qualcosa».
Margherita Goberti
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