«La nostra voce per ricordare i Martiri delle foibe»
«È trascorsa una settimana da quando è stato commesso il furto della targa che ricorda i martiri italiani istriani e dalmati delle foibe, proprio la notte prima dell'inaugurazione nella rotonda di...
«È trascorsa una settimana da quando è stato commesso il furto della targa che ricorda i martiri italiani istriani e dalmati delle foibe, proprio la notte prima dell'inaugurazione nella rotonda di Corso Isonzo e dalle Istituzioni, assoluto silenzio. Così abbiamo deciso di venire oggi qui in questo simbolo ferrarese del martirio, per ricordare quella drammatica pagina della nostra storia e soprattutto per sottolineare che quell'episodio non è stata una goliardata bensì un atto increscioso che nella nostra città non si era mai verificato prima verso nessuna altra testimonianza».
Il coro unanime che si è levato ieri davanti alla targa “superstite” è stato espresso all'unanimità da un gruppo di amici appartenenti a Forza Italia, a Fratelli d'Italia e all'Udc che però hanno lasciato da parte simboli e bandiere politiche per esprimere il loro disappunto da semplici cittadini.
«Non siamo venuti volentieri - ha ribadito Andrea Rossi - perché il presidio doveva essere da parte delle Istituzioni ma dove non arrivano loro, arriviamo noi a occuparci della cosa pubblica. Si tratta solo di ricordare chi furono quei nostri italiani trucidati nelle foibe, ma come ha detto un grande storico Chi la storia non la sa, è condannato a riviverla».
Matteo Fornasini non ha ancora dimenticato l'atteggiamento del vice sindaco Massimo Misto quando ha commentato il furto.
«Ricordo che sdrammatizzò l'episodio -ha poi concluso - del resto la sinistra per 70 anni ha avuto la responsabilità non solo di non parlare della tragedia ma di strumentalizzarla, facendo credere che le foibe fossero volute dai fascisti per gli italiani. La violenza da qualunque parte venga è sempre da condannare».
« È più facile sradicare una targa - ha aggiunto Stefano Barbieri - che l'ignoranza anche se dovuta a un silenzio che per troppi anni ha negato a tutti, la realtà dei fatti». E mentre Cristiano Di Martino auspicava non una targa bensì una lapide difficilmente da distruggere o asportare, Flavio Rabar presidente dell'Associazione Venezia Giulia e Dalmazia di Ferrara ha dichiarato di porre rimedio a questa mancanza andando nelle scuole per raccontare - lui testimone vivente - come si sono veramente svolti i fatti e l'esodo di 350 mila italiani .
Margherita Goberti
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