Vm ordinativi in calo: scatta la Cassa
Cento:il provvedimento coinvolge 670 lavoratori, sospensioni in cinque giorni di marzo. Polemica la Fiom-Cgil
CENTO. Lo stabilimento di Cento di Fca Italy Spa procederà a sospensioni dell'attività nelle giornate del 7, 11, 14, 18 e 21 marzo con richiesta di intervento del trattamento ordinario di integrazione salariale in favore dai lavoratori sospesi, in relazione ad una temporanea situazione di mercato. La notizia è stata comunicata ieri pomeriggio dai vertici aziendali di Fca Italy Spa (presenti Marco Armillei, responsabile risorse umane, il vice Luca Gardinale e Angelo Sallustio) ai sindacati incontrati separatamente. Prima Fim-Cisl, Uilm-Uil, Dismic, Uglm e successivamente la Fiom Cgil in quanto non firmataria dell’accordo. Un provvedimento che coinvolgerà 670 lavoratori (570 operai e 100 impiegati/quadri).
L’azienda ha evidenziato, dopo averlo scritto in una lettera, la necessità di adeguare i flussi produttivi del motore auto 4 e 6 cilindri alla diretta domanda di mercato. Sia in termini di volumi che di mix produttivo. È in atto un calo dei mercati legato all’abbassamento del costo del petrolio. L’azienda ha confermato che manterrà in essere i contratti a tempo determinato in quanto non appena finita la salita si sarà pronti per ripartire. La direzione ha dato indicazione ai lavoratori di utilizzare in via obbligatoria 7 giorni di par (permessi annui retribuiti, già iniziati a fine 2015, e che termineranno il 29 febbraio), per cominciare poi a marzo la cassa integrazione. C’è da registrare una polemica innescata dalla Fiom Cgil di ferrara e dalla Rsa all’interno di Fca-VM Motori. La situazione viene spiegata in un volantino dal titolo “Ancora una volta tavoli separati”. «In una situazione nuova per i lavoratori di Vm, quella dell’imminente inizio della cassa integrazione guadagni ordinaria , la Fiom riteneva fosse opportuno, quasi scontato, checi si trovasse tutti attorno ad un tavolo per discutere con l’azienda della situazione e delle prospettive future. Questo avviene in tutte le aziende perchè la procedura di legge prevede un esame congiunto. E invece no. «Contestiamo questa modalità. Rivendichiamo il rispetto del diritto dei lavoratori ad essere informati, tutelati e rappresentati collettivamente dal sindacato».
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