Direzione del lavoro, Ferrara con Rovigo
Unico caso di accorpamento tra diverse regioni: restano le due sedi, garantiti tutti i posti
La Direzione del lavoro di Ferrara verrà accorpata a Rovigo: lo prevede lo schema del decreto del presidente del Consiglio in merito alle disposizioni per l’organizzazione delle risorse umane e strumentali per il funzionamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro: una ristrutturazione degli uffici pubblici che prevede, tra l’altro, l’accorpamento di diciannove direzioni territoriali del Lavoro e l’istituzione di quattro Ispettorati interregionali in luogo delle attuali direzioni.
Dunque, secondo questo schema, la sede di Rovigo sarà accorpato a Ferrara (caso quasi unico di accorpamento tra sedi di diverse regioni, l’altro riguarda le sedi di Terni e Rieti). In Emilia-Romagna Bologna, Modena, Piacenza e Rimini rimarranno autonome, mentre anche altre sedi emiliane saranno accorparpate: vedi Reggio Emilia con Parma e Ravenna assieme a Forlì e Cesena. Secondo quanto è dato al momento sapere, le due sedi di Rovigo e Ferrara rimarranno entrambe e quindi il personale non dovrebbe essere accorpato in un’unica struttura. In sostanza i quaranta dipendenti della sede rodigina rimarranno dove sono e così la cinquantina di Ferrara. La bozza prevede un unico dirigente (attualmente la sede di Rovigo è retta da Maurizio Tedeschi mentre il dirigente di Ferrara è ad interim) mentre è previsto anche l’accorpamento del nucleo ispettivo con la creazione di una task-force comprendente gli ispettori delle Direzioni Territoriali del Lavoro, quelli dell’Inps e dell’Inail.
Ovvio che di acqua sotto i ponti ne dovrà passare ancora parecchia in quanto la bozza del decreto legislativo 14 settembre 2015 /149 dovrà essere approvata dal Consiglio dei Ministri, poi ci sarà lo statuto e infine il transito del personale con relativi aspetti economici (attualmente gli ispettori dell’Inps guadagnano di più rispetto a quelli delle Dtl). A Rovigo i sindacati sono sul piede di guerra (è infatti Ferrara che accorpa) per via del fatto che è l’unica provincia veneta a perdere la direzione dell’Ispettorato del Lavoro. La senatrice polesana Emanuela Munerato, ex Lega Nord, che attualmente fa parte di “Fare” con Flavio Tosi, ha rivolto un’interrogazione al ministro del lavoro Giuliano Poletti reputando la scelta «incomprensiile e insensata» e che andrebbe ad indebolire ancor di più il Polesine. «Ci mancava solo l’accorpamento con Ferrara dopo che Unindustria e Camera di Commercio sono andate verso Venezia e Uil e Cisl verso Padova e poi per il Polesine sarà lo smembramento completo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google