Esasperati da furti e danni gli imprenditori si organizzano
Lido Pomposa, l’occupazione della casa in via delle Alpi è la goccia che fa traboccare il vaso Nasce un nuovo Comitato: «Niente ronde, vogliamo solo difendere le nostre aziende»
LIDO POMPOSA. L’episodio venuto a galla ieri con l’arresto in flagranza di un veneziano 47enne con precedenti e della convivente, per violazione di domicilio, mette in luce un fenomeno non nuovo: quello delle intrusioni di ladri negli appartamenti estivi del litorale.
La razzia compiuta il 23 novembre scorso in pieno pomeriggio all’interno di alcuni appartamenti del complesso “Regina Mare” in via Carrà, sempre al Lido di Pomposa, denota che i ladri si sentono forti per l’assenza di residenti, pensando di andare a colpo sicuro laddove non ci sono allarmi in funzione, cani che abbaiano o via vai di automobili e persone.
«Qui tra le vie Monte San Michele e Valsugana – commentano due anziani del Lido di Pomposa - ci sono molte famiglie di residenti, mentre altre zone sono completamente isolate. Vediamo le pattuglie dei vigili e dei carabinieri, ma i Lidi sono tanti e anche le case. Come si fa a controllare tutti i cancelli e i portoni d’ingresso? Non è come controllare strade di campagna, dove abitano 4 gatti con case distanti tra loro».
Intanto a San Giuseppe un gruppo di imprenditori sta dando vita ad un comitato, promosso da Mirco Bonfatti, titolare di Florlidi e del centro multi servizi Global all services. «Il nostro progetto vuole essere di rinforzo rispetto all’ottimo lavoro svolto sul territorio dalle forze dell’ordine – spiega Bonfatti -, per fornire una sorveglianza notturna capillare delle attività della zona artigianale, frequentemente visitata dai ladri».
A coordinare il progetto, al quale hanno già aderito una ventina di aziende è Cristiana Barbieri, collaboratrice di Mirco Bonfatti, che sta continuando a raccogliere le adesioni delle imprese locali. Si sta definendo un piano di sorveglianza notturna, mediante il ricorso alla vigilanza privata, proprio per incrementare la sicurezza in una delle aree del territorio, maggiormente prese di mira dai ladri.
«Da un gruppo di residenti è così nata l'idea di creare un comitato – spiega Cristiana Barbieri -, che ha lo scopo di sperimentare un progetto specifico per la zona in cui lavoriamo e viviamo. Oltre al pattugliamento notturno – aggiunge -, le imprese che hanno già installato un impianto d’allarme potranno ottenere un collegamento gratuito con la centrale operativa della ditta che effettuerà il servizio di vigilanza privata».
Il comitato intende operare a fianco e in collaborazione con le forze dell’ordine. E attenzione, non si tratta certo di “ronde” o provati che vogliono farsi giustizia da soli. Semplicemente si tratta di imprenditori che pagano personale specializzato in grado di collaborare nelle segnalazioni con le forze dell’ordine.
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