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Argenta, tutti sicuri L’Avis rimane un bene del territorio

Argenta, tutti sicuri L’Avis rimane un bene del territorio

Incontro speciale per i 50 anni dell’associazione comunale Aumenta la sicurezza e diversi giovani fra i nuovi donatori

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ARGENTA. Nonostante le difficoltà che il mondo Avis sta attraversando a qualsiasi livello sia per il calo dei donatori che delle sacche di sangue, la sezione di Argenta tiene, è solida e prosegue a testa alta il suo cammino. Anzi, rafforza i suoi progetti per farsi conoscere, per incentivare il ritorno dei donatori persi per strada e per “arruolarne” dei nuovi. Tanto è stato detto dal presidente Luca Bertaccini in occasione dell’annuale assemblea tenuta al Centro culturale Mercato. Un incontro davvero speciale visti i 50 anni della fondazione di questa gloriosa realtà argentana.

Lo stesso sindaco Antonio Fiorentini nell’affrontare l’argomento difficoltà, ha spiegato che «è un problema generale dovuto alla tendenza all’individualismo con l’associazionismo che di conseguenza ne soffre». Nell’elogiare il prezioso lavoro dei volontari, ha poi precisato che «l’Avis è un segno di modernità sulla scena mondiale perché rompe tutti gli schemi. Il sangue donato non guarda se chi lo riceve è nero, bianco o italiano».

Entrando nel merito dell’attività 2015 dell’Avis argentana Bertaccini, oltre a ricordare ai presenti l’ingresso del nuovo sistema che se da una parte non è stato indolore dall’altra ha migliorato la tracciabilità con maggiore sicurezza sulla etichettatura, ha riferito che il calo è stato del 4.7% a fronte del 10% del 2014. Inoltre, in tutto 1.460 le sacche raccolte e 40 nuovi donatori di cui 12 studenti: «Ma dobbiamo continuare - ha detto il presidente - per portare nuovi donatori».

Fra le terapie che si adotteranno per far aumentare gli attuali 808 volontari di cui 799 donatori attivi, c’è la risensibilizzazione di quelli che si sono fermati. Al messaggino verrà preferito la telefonata per chiedere spiegazioni ma, soprattutto, per il futuro verranno messi in campo quattro stimolanti progetti: la conferma del codice etico per essere più trasparenti; il passaggio alla prenotazione della donazione per evitare l’attesa; adesione a “giovani protagonisti” che consentirà uno stage per due studenti; per finire, l’incentivante “obiettivo 2020...1+1 fa tanto”. «Ognuno di noi - ha spiegato Bertaccini -, dovrebbe prendersi l’impegno di portare entro il 2020 un donatore: questa è la sfida».

«La situazione non è drammatica - ha aggiunto Annibale Cavallari, tesoriere avis provinciale -; l’uso del sangue è diminuito con le nuove tecniche operatorie, ma si deve comunque trovare dei rimedi». Da qui l’annuncio dell’arrivo di un nuovo software, di un capitolo di bilancio per nuovi progetti e che «dove c’è solidarietà - ha concluso - c’è l’Avis». È seguita poi la consegna dei premi ai ben 174 donatori.

Giorgio Carnaroli

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