«La fusione? Meglio a tre Risparmi prima di tutto»
I cittadini di Mirabello e Sant’Agostino sono favorevoli ma a certe condizioni Totale disinteresse e pareri totalmente negativi invece a Dosso e a San Carlo
MIRABELLO. La gente parla della fusione dei due comuni, tra S. Agostino e Mirabello, che dovrebbere diventare un'unica municipalità con il nome di Terre del Reno. Pur con qualche distinguo la maggioranza esprime un parere positivo alla fusione. «Sono favorevole - spiega l'ex sindaco Giancarlo Pincelli e attuale presidente del Centro di promozione Mira-Bello, all'unione tra Mirabello e S. Agostino perchè la ritengo un passo avanti verso quello che è il futuro. Nel contempo spero che, nel tempo, possa anche diventare una fusione a tre con l'inserimento di Vigarano Mainarda. Diventerebbe una fusione molto forte come estensione del territorio e numero di residenti, che potrebbe portare ulteriori vantaggi». Nella pizzeria Cip e Ciop c'è il covo del tifo per la Spal ma si parla anche di fusione. «Sono indifferente - afferma il titolare Marco Marescotti - a fare un unico comune con S. Agostino. Non vedo vantaggi concreti. Forse inserendo il terzo comune, Vigarano Mainarda, si potrebbe avere qualche vantaggio». Anche se non informati a fondo anche i giovani esprimono il loro pensiero. «Unendo due comuni - precisa Cristian De Rosa studente dell'istituto alberghiero, potremmo avere qualche beneficio. Per esempio con l'abbonamento potremmo arrivare fino a S. Agostino a non solo a Mirabello come ora». «Una fusione a tre, precisa Mirco Galliera studente dell'Ipsia, aumenterebbe il peso». A S. Agostino capoluogo il pensiero è rivolto solo verso la fusione a due. «Sarà importante - aggiunge Loredana Magliocco titolare del salone Un
diavoloper capello, fare le cose per bene e cercare di migliorare la situazione delle attività e della collettività in generale». «Nessuna preclusione alla fusione rimarca l'ex sindaco Claudia Balboni, vuol dire ritornare a come eravano alla fine degli anni 50' quando il comune era unico. Noi siamo in sette tra fratelli e sorelle e quattro sono nati a Mirabello quando il comune era S. Agostino». Sulla fusione a due arrivano altri consensi. «Condivido la scelta - ha detto Massimiliano Tagliati del bar del PalaReno, perchè i due comuni hanno dimostrato sintonia anche durante il terremoto. Poi arriveranno anche contributi e non è male». Il ricordo del passato riaffiora. «Quando eravamo più saggi ricorda Beppina Busi della Ferramenta Lodi, eravamo già un unico comune. Poi sono arrivate le vacche grasse e ci siamo divisi. L'augurio è che dalla fusione si ricavi un risparmio sui costi». Le frazioni sono tiepide, a Dosso si preferisce non pronunciarsi e a S.Carlo alcuni avventori del bar Italiano dicono che la fusione non interessa a nessuno e bisognerebbe pensare al decoro e ai piccioni che imbrattano la piazza.
Giuliano Barbieri
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