Porta Paola, via libera alla ricostruzione
L’assessore Modonesi spiega il progetto per la riqualificazione del quadrante sud e la Regione apre anche su San Cristoforo
La Regione ha dato il via libera al progetto di recupero di Porta Paola per un intervento di 1 milione di euro. Il piano di ricostruzione post sisma prevede quindi la gara d’asta e prima dell’estate l’inizio dei lavori. Ma oltre alla riqualificazione del monumento costruito su progetto di Aleotti quattro secoli fa, l’assessore Aldo Modonesi fa anche il punto su un complesso lavoro di sistemazione di un più vasto quadrante sud del centro cittadino in corrispondenza delle Mura meridionali di Ferrara.
«Attendavamo il via libera della Regione per l’importante progetto - spiega Modonesi - e finalmente è arrivato. Così Porta Paola, una volta ultimati i lavori, diventerà un centro di documentazione delle Mura estensi e un luogo dove dare visibilità ai lavori di quelle associazioni culturali del territorio, come ad esempio Ferrariae Decus. Ma non ci fermeremo al monumento, c’è tutto una porzione di parte sud delle Mura da valorizzare al meglio, penso ad esempio al Meis in fase di costruzione, al baluardo dell’Amore che diventerà parco archeologico, ma nella zona inserirei anche il Verdi dove grazie ai fondi europei possiamo riqualificare la struttura. Da valorizzare anche l’ingresso a sud della città sotto l’aspetto turistico, con possibilità di sosta dei pullman non solo all’ex Mof. Verrà potenziato anche il noleggio delle biciclette».
Subito dopo il terremoto del maggio 2012, Porta Paola subiva un cedimento delle fondazioni per cui bisogna intervenire all’interno con la tecnica dei “pali pressoinfissi” o “pali a contrasto” che servono per consolidare le fondazioni lesionate. In un primo momento si era pensato di intervenire con una cerchiatura dell’edificio, ma poi si è preferito fare un intervento nella parte interna per arginare l’acuirsi del cedimento fondale. La parte più danneggiata è quella su piazza Travaglio. Il recupero di Porta Paola è inserito tra i sei principali cantieri del 2016 post sisma del comune di Ferrara insieme a quelli di Palazzo Massari (2,6 milioni di euro per l’ intervento), la Certosa monumentale (1 milione di euro), l’ex Casa Niccolini (1,2 milioni di euro) e l’ex Mof (1,1 milioni di euro). A questi, per completare la sestina, va aggiunto il tempio di San Cristoforo alla Certosa per un intervento di 1,2 milioni di euro.
«Anche per San Cristoforo - dichiara Modonesi - è arrivata proprio in queste ore la notizia del via libera della Regione al progetto di ristrutturazione di San Cristoforo che presenta ancora molte criticità per via di alcune lesioni laterali della chiesa, che attualmente è agibile solo nella navata centrale. Contiamo in 12 mesi di cantiere di rendere San Cristoforo agibile al 100%».
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