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il commento

Una botta ai masticatori di british

di STEFANO SCANSANI

Divagazioni sull'ultima invenzione linguistica nata a Copparo da un errore (che errore non è)

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Capito di che cosa sono capaci i bambini? Con una parola di pura invenzione possono ancora dare lezione ai grandi. E metterli a tacere nel loro blabla tecnicistico, televisivo o analfabeta. “Petaloso” risponde a un enorme e straordinario appetito di semplicità. Il rimbalzo sui media e sui social network ha appagato la voglia di italiano vivo. Da ieri lo sa anche il bimbo Matteo Trovò di Copparo che una lingua (collante di un popolo) deve per forza nutrirsi di pezzi nuovi, idee vitali, meglio ancora se inventati all’interno. Cioè nel perimetro della nostra cultura e delle nostre relazioni.

La sublime soddisfazione ve la può dare Google Traduttore. Traslato in inglese l’italiano petalo fa petal e la novella parola italiana “petaloso” è intraducibile. Evviva. Cioè è nostra.

Il fatidico errore dello scolaro copparese Matteo, l’intuizione della maestra Margherita Aurora, la patente immediatamente fornita dall’Accademia della Crusca (che separa il fior di farina dagli strafalcioni) e poi il tam tam mediatico, cascano in un momento gramo per la madrelingua.

I massacratori dell’italiano sono gli italiani, bulimici accumulatori di parole straniere. Il cui utilizzo è materialmente e semanticamente inutile, anzi no, annebbiante. Serve per non dire il vero, spiegare le cose a metà e sostenere una insopportabile esibizione di poliglottismo. Tutti cosmopoliti babelici.

Matteo Trovò sappia che mette in difficoltà chi intona nel parlamento italiano anglismi come stepchild adoption che vuol dire “adozione del figliastro” (accidenti, quell’ “astro” finale è dispregiativo, meglio la flemma britannica che si conclude in “option”); mette in difficoltà chi da anni incute timori borsistici ai portafogli striminziti e grandi esibendo lo “spread” tra i Btp italiani e i Bund tedeschi. Cioè, capiamoci, si ricorre a un termine anglosassone per stimare il differenziale fra i buoni germanici e quelli italici. Insopportabile per mille motivi anche la “spending review” che giustifica tagli e controtagli, inefficienze, ritardi. Non suona meglio revisione della spesa pubblica?

Mi fermo alle sedi della Repubblica parlamentare per non sprofondare nelle asinerie della pubblicità, nelle somarate praticate dalla comunicazione ordinaria e straordinaria in un tempo nel quale tutti scrivono e nessuno legge. Questa storia è una favola. Anche il cognome del bimbo gioca in favore del pensierino italiano: Matteo trovò il petaloso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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