Ferrara, l'ospedale cerca la formula anti-tariffa
Il punto sui parcheggi a pagamento.Presto la super-trattativa tra azienda sanitaria e Prog.Este sul contratto dei servizi non sanitari. C’è uno spazio per la sosta gratuita
FERRARA. Il parcheggio a pagamento in ospedale? Molti ferraresi hanno già detto la loro: non lo vogliono. Lo hanno scritto nelle centinaia di messaggi pubblicati in queste settimane sul sito internet della Nuova Ferrara e nelle risposte al sondaggio on line nel quale su 1124 lettori votanti il 94% ha bocciato qualsiasi ipotesi di sosta ad ore o a giornata.
La domanda è lecita: se questa è stata la reazione al solo annuncio, cosa succederà quando le sbarre si alzeranno e abbasseranno davvero davanti ai parcheggi dell’ospedale? Un dubbio che è rimbalzato in questi giorni tra azienda ospedaliera, Comune, Provincia, Regione e parlamento.
Apparentemente la presenza di un contratto trentennale che lega il Sant’Anna, mani e piedi, a Prog.Este sembra uno scoglio insormontabile per ogni proposta di gratuità. Ma qualche spiraglio potrebbe aprirsi nelle prossime settimane, quando tra azienda ospedaliera e consorzio per la gestione dei servizi non sanitari si entrerà nelle pieghe della trattativa che ha per oggetto i 23.6 milioni di euro/anno indicati dal contratto originario, risalente a 10 anni fa ma non ancora entrato a regime, come corrispettivo per l’attività svolta da Prog.Este. Un valore che dovrà essere riveduto e corretto.
Ora, per azzerare il costo dei parcheggi servono 455mila euro l’anno (il margine preventivato da Prog.Este) che proiettati su 30 anni fanno 13.6 milioni di euro. Da dove potrebbero uscire le risorse necessarie? Un esempio: l’operazione San Giorgio, cioè il trasferimento dell’istituto di riabilitazione dall’ex Casa del Pellegrino al Sant’Anna, dovrebbe portare nelle casse dell’ospedale tra 800mila e 1 milione di euro l’anno di risparmi. Ma potrebbero esserci altre compensazioni tra le parti a rendere più sostanziosa la posta in gioco.
Un’altra fonte di economie potrebbero essere le tanto decantate sinergie tra aziende, perché – come è noto – a Ferrara si sta realizzando il piano di integrazione fra Asl e Sant’Anna che porterà ad un unico corpo con due teste separate ma “dialoganti” (le due direzioni generali). C’è però l’altro piatto della bilancia. Il Sant’Anna deve vedersela anche con i piani di rientro del debito (nel 2016 si parla di 4 milioni di euro) e con gli stringenti vincoli che impongono all’azienda di non superare parametri ben precisi, pena la perdita di autonomia nella gestione del bilancio. E non bisogna dimenticare la più temuta delle spade di Damocle: le varie leggi di stabilità che un anno tolgono risorse alla sanità e un altro le aggiungono, ma in misura inferiore alle promesse.
Altro aspetto da non sottovalutare: se l’azienda arriverà davvero a riservare 4-500mila euro l’anno per evitare la tagliola della vilipesissima sosta a pagamento, quanti altri soggetti si tufferanno su quel tesoretto? I sindacati chiedono assunzioni, Prog.Este la sua piattaforma di contrattazione, l’utenza più servizi, più interventi chirurgici, più visite entro scadenze accettabili, maggiore qualità. E chi potrebbe stabilire che questi obiettivi sono peggiori dell’altro?
Dal Sant’Anna il dg, Tiziano Carradori, non scopre le sue carte ma annuncia: «Faremo ogni sforzo possibile, all’interno dei vincoli che dobbiamo rispettare, per migliorare la fruibilità dell’ospedale e l’accesso per le persone. Un parcheggio gratuito sarà realizzato per accogliere l’utenza in più richiamata dal trasferimento del San Giorgio. Ci sono 300mila euro a disposizione per ricavare quella struttura. C’è anche un vicino che vuole donarci un terreno per ricavare un altro parcheggio gratis? Dovranno esserci le compatibilità urbanistiche, ma è un’altra ipotesi sul tavolo (non sappiamo però ancora quanto ci costerebbe). Quella che si aprirà subito dopo il collaudo tecnico-amministrativo, cioè a marzo, sarà una trattativa molto complessa e forse non brevissima. Solo alla fine potremo dire quali sono le priorità che potremo soddisfare». Ma i parcheggi gratis potranno ambire al titolo di priorità? In molte città emiliane per entrare negli ospedali in auto si paga. E’ anche vero però che il Sant’Anna oggi si trova a 10 km dalla città e non è servito nel migliore dei modi dalle reti pubbliche.
Infine, chi si facesse politicamente paladino della sosta gratuita al Sant’Anna potrebbe essere ricordato come «quello che ha sbarrato la strada alla “tassa sulla salute”», come l’hanno definita molti lettori della Nuova, e non come «quello che ha fatto pagare i parcheggi all’ospedale di Cona». Basterà? (gi.ca.)
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