San Giorgio, il problema della sosta che non c’è
La Lega Nord sposa le istanze dei commercianti rimasti “chiusi” in via Ravenna Alan Fabbri: chiediamo al futuro candidato sindaco Modonesi di intervenire
La maxi rotatoria che a San Giorgio ha cancellato le code ai semafori e snellito la viabilità ha trascinato con sé, fin dall’apertura dell’estate 2012, anche qualche sconfitto. Sono soprattutto i commercianti della parte iniziale di via Ravenna, quel budello a doppia curva ora molto meno attraversato dalle auto, pure a seguito dell’inversione del senso unico di marcia. «Ci hanno isolato», si rammarica il titolare del Mago della pizza. «Prima il nostro era un passaggio obbligato”, raccontano altri. Il problema principale? L’assenza di parcheggi in misura adeguata. La più agguerrita è Susi Cavallini, che gestisce il bar pub Arlecchino. «I posti auto sono stati notevolmente ridotti – spiega la donna – perché è stata realizzata una doppia pista ciclabile decisamente sovradimensionata. Poi qui parcheggiano in pratica solo i residenti e i clienti sono costretti ad arrangiarsi». Con l’obiettivo di creare un ricambio negli stalli, la richiesta al Comune è quella di istituire una sosta a tempo di un’ora, dalle 8 a mezzanotte, per venire incontro alle esigenze delle attività impegnate specie di sera. La richiesta è appoggiata dalla Lega Nord, che ieri ha incontrato gli esercenti. «Quando è stata progettata la rotonda – dice il segretario provinciale e capogruppo in Regione Alan Fabbri, affiancato da Nicola Lodi –, che per certi versi ha influito positivamente sulla viabilità, evidentemente non si è tenuto nel giusto conto l’equilibrio tra diversi bisogni, tra residenti e commercianti. Servirebbe una soluzione di buon senso, non dovrebbe essere impossibile”» Quindi l’appello, con tanto di pronostico politico sul versante avversario: «Chiediamo di intervenire al futuro candidato sindaco Aldo Modonesi – ammicca Fabbri -, ha anche la delega alla mobilità ed è un tipo in gamba». Intanto i commercianti, che rimarcano inoltre l’assenza di un passaggio pedonale all’altezza, sottolineano la riduzione degli incassi dopo la costruzione della rotatoria: «Ci hanno tolto la metà del nostro lavoro». Susi Cavallini ricorda le petizioni (cui si sono associate una quarantina di attività, anche posizionate poco oltre, fino all’altezza delle ex scuole Bombonati) che nel passato non hanno raggiunto lo scopo. «Abbiamo incontrato diverse volte il sindaco – dice la barista –, mandò anche l’ingegner Pocaterra a fare un sopralluogo, poi dopo che è stato rieletto Tagliani non si è più visto. Abbiamo fatto anche domanda per il mancato guadagno quando la zona era chiusa per il cantiere, ma nessuna risposta ci è mai arrivata». La rotatoria costò circa mezzo milione di euro; la stazione appaltante dei lavori fu la Provincia, che fece ricadere l’intervento sotto il progetto Idrovia.
Fabio Terminali
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