Via il cartello delle impari opportunità
In un negozio esposto un “Cercasi cassiera senza impegni familiari”, fatto rimuovere dalla protesta delle amministratrici
Vedere oggi un cartello dove si offre un lavoro è sempre più raro e quando accade attira l'attenzione di moltissime persone; se poi nel cartello vengono precisate alcune condizioni discriminanti per un'eventuale assunzione, allora scatta la giustificata polemica. È accaduto infatti che mercoledì in un negozio di Viale Cavour fosse stato affisso un cartello dove c'era scritto: “Cercasi cassiera senza impegni di famiglia”.
La cosa è stata notata da una ex consigliera del Comune di Ferrara, l'ha riferita a Deanna Marescotti, presidente della commissione Pari Opportunità, che essendo fuori città non è riuscita ad intervenire subito, ma già ieri su Facebook ha espresso la sua contrarietà su questo inammissibile metodo di selezione, post condiviso poi da oltre un centinaio di persone.
«Il cartello poi è già stato modificato - dichiara Deanna Marescotti - ma non ci sono giustificazioni per quello che è stato fatto. Innanzitutto era illegale e poi pur sapendo come in realtà vanno le cose, non capisco perché sbandierare così la richiesta di un particolare tipo di cassiera, quando durante le selezioni si decide chi assumere liberamente chi si vuole e noi non possiamo essere presenti per controllare se le modalità vengono rispettate».
«I criteri di selezione del personale penalizzano le donne - conclude la presidente della commissione Pari Opportunità - sappiamo benissimo che molte di loro devono firmare preventivamente un licenziamento in bianco in caso si trovassero ad aspettare un bambino, fermo restando la libertà di scelta ritengo grave rendere pubbliche queste intenzioni fortemente discriminanti e illegali visto che la normativa non lo consente».
A questo punto era obbligatorio sentire la parte sotto accusa e il responsabile di una catena di negozi di cui fa parte quello di Viale Cavour ha dato la sua versione.
«Non è stato appeso con intenzioni cattive - ha dichiarato - bensì tenendo conto delle necessità di questo lavoro che richiede un'attività giornaliera impegnativa che forse chi ha bambini piccoli non è in grado di offrire. Non ho nulla contro la famiglia o i figli di una donna che vuole lavorare, ma pensavo quasi di avvisare chi fosse stata interessata al lavoro, di considerare cosa la aspettava. Ho sbagliato e me lo ha detto subito anche il mio commercialista. Mi ha fatto cambiare il cartello ; un'altra volta starò più attento. A proposito, ho già trovato la persona esperta che cercavo; è una donna che ha famiglia e bimbi piccoli, ma con genitori e nonni pronti ad aiutarla a coniugare casa e lavoro».
Sull'episodio però è intervenuta anche l'assessora alle Pari Opportunità Annalisa Felletti (il suo intervento qui a lato) che ha presentato una formale segnalazione alla Direzione Territoriale del lavoro.
Margherita Goberti
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