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CariCento paga pegno al salvabanche

CariCento paga pegno al salvabanche

Il contributo al fondo riduce l’utile dell’istituto. Il presidente Roncarati: soldi per soccorrere i concorrenti, noi siamo solidi

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«A Cento abbiamo fatto per tempo quel che si doveva. La nostra modalità di business non può essere stravolta: non la tradiremo». Somiglia a un giuramento, quello di Carlo Alberto Roncarati. Presenta a Ferrara (sì, nella città del disastro Carife) il bilancio 2015 della Carice, consapevole che «questo per le banche è l’inverno più rigido degli ultimi anni e i venti della crisi economica soffieranno ancora per tanto tempo».

Tuttavia l’istituto guerciniano mette avanti la sua “robustezza”, come la chiama il presidente: «Siamo solidi, da tredici anni non chiediamo aumenti di capitale e proseguiamo coi nostri utili». Utili netti che nell’ultimo esercizio si attestano poco sopra i 3 milioni di euro, ma avrebbero superato i 5 (+2,9% sul 2014) senza calcolare gli effetti del bail-in: Caricento è stata chiamata a contribuire, con la sua quota da 3,15 milioni, al fondo di risoluzione salvabanche. «Il 7 dicembre – racconta il direttore generale Ivan Damiano – ci è arrivata la raccomandata, che incide su un bilancio già impostato. Il tutto per salvare dei concorrenti».

Il risultato della scoppola si riflette sul dividendo proposto agli azionisti (assemblea il 30 marzo): 7 centesimi contro i 12 dell’anno precedente.

Un piccolo sacrificio (ma va detto che il dividendo viene distribuito ininterrottamente dal 1992) nel contesto di un istituto stabile per patrimonio a 197 milioni e dal coefficiente Cet1 (l’indice della solidità, in pratica) in crescita dall’11,68% all’11,80%.

Stante le difficoltà economiche, i crediti difficilmente recuperabili non smettono di aumentare: quelli anomali lordi hanno raggiunto i 276,8 milioni (il 14,4% sugli impieghi), dentro cui il capitolo sofferenze nette è di 87,9 milioni, coperte al 63,2%, quota di tutta sicurezza. «Una percentuale elevatissima – spiega Roncarati che declina il mantra della prudenza -, frutto di cospicui accantonamenti e svalutazioni: saremmo quindi in grado di assorbire eventuali mancati pagamenti della clientela». Gli stress test modello Bce effettuati volontariamente, aggiunge Damiano, «sono stati ampiamente positivi e in linea con la media del sistema bancario nazionale, considerando che la Cassa non è stata preparata ai test da Bankitalia come le grandi banche». La raccolta diretta da clientela cresce del 3,4% e supera di poco i 2 milioni, mentre gli impieghi netti per cassa salgono del 2% a 1,8 milioni, «dimostrando l’efficacia della politica di sostegno a famiglie e imprese», sottolineano i dirigenti Caricento. Il settore immobiliare è in lieve ripresa e i mutui concessi segnano un +8,8% sul 2014, con accelerazione nello scorcio finale dell’anno. Aumentano infine risparmio gestito (+15,9%), gestioni patrimoniali (+14,5%) e comparto assicurazioni (+31,6%). Fabio Terminali

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