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Cassa Risparmio Ferrara, scontro per i soldi in Corte di Cassazione

Cassa Risparmio Ferrara, scontro per i soldi in Corte di Cassazione

Nel processo Vegagest in ballo la provvisionale di 25 milioni: gli imputati cercano sconti. Per i risparmiatori “congelati” l’unico ristoro può venire da questa sentenza

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FERRARA. Si profila uno scontro un punta di diritto in terzo grado, alla Cassazione, sui soldi da pagare per risarcire Carife dei danni causati dalle avventure immobiliari milanesi. Con questo intento, infatti, hanno ricorso quasi tutti gli imputati del processo Vegagest che il 25 settembre scorso ha chiuso l’appello-bis con la conferma dell’esistenza di una truffa ai danni della banca per quanto riguarda l’affare Aster-Santa Monica, che però è andato prescritto, e con assoluzioni per il secondo filone, Calatrava-Miluce. I giudici d’appello milanesi, infatti, avevano confermato l’ipotesi dell’accusa (di fatto, per i soli effetti civilisti viste le cause in corso), e avevano considerato «assolutamente giustificato» il conteggio di 25 milioni per la provvisionale effettuato dai loro colleghi di primo grado. Gli imputati chiamati al pagamento di questa cifra, cioè gli immobiliaristi Dante e Luigi Siano, i fratelli Aldo e Giorgio Magnoni, Sandro Bordigoni e Mirko Leo, contro i quali Carife si è costituita parte civile, contestano nel ricorso in Cassazione proprio quest’ultima circostanza: la truffa è stata comunque ridotta di portata dalla sentenza (per Calatrava c’è appunto l’assoluzione), quindi anche il danno va ricalcolato.

Si tratta di una battaglia legale che potrebbe interessare da vicino anche i risparmiatori azzerati. In Cassazione, infatti, Carife dovrà finalmente “rivelarsi”: a sostenere il ricorso è la vecchia banca in liquidazione oppure Nuova Carife? Tutti gli indizi portano alla prima realtà societaria, l’unica, secondo le imposizioni dell’autorità di risoluzione, a poter ristorare almeno la quota di bond congelata. L’orientamento sarebbe appunto di lasciare in mano alla vecchia Carife i procedimenti penali, travasando nella nuova banca tutte le cause civili di responsabilità, compreso quella contro i 31 ex amministratori.

Tutti gli imputati, compreso questa volta anche l’ex direttore Gennaro Murolo, che non è compreso nell’esborso dei 25 milioni in quanto non citato a suo tempo dalla banca, hanno poi ricorso in Cassazione contro la prescrizione Aster, chiedendo l’assoluzione piena per cancellare l’ombra della truffa.

In attesa della Cassazione, attesa per giugno o più probabilmente settembre, gli scontri sono mediatici. Ieri è andato in scena quello tra Roberto Nicastro, presidente delle quattro new bank, e Giuseppe Guzzetti, numero uno della Fondazione Cariplo e dell’Acri. Nella vicenda di Nuova Carife e delle altre «che ha interessato centinaia di migliaia di risparmiatori, a pagarne le spese sono state solo persone che hanno posto la loro fiducia verso altre persone che incontravano ogni giorno allo sportello e che, con ogni probabilità, le stavano portando con un falso sorriso sul lastrico» ha sibilato Guzzetti in un convegno romano. «La nostra impressione ex post è che i dipendenti allo sportello, in grandissima prevalenza, abbiano operato in buona fede, mentre non altrettanto si può dire di chi guidava le banche - ha replicato Nicastro - Tant’evvero che molti dipendenti avevano acquistato per se stessi quei titoli». (s.c.)

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