Ecco il gran finale “petaloso” Dal Friuli in regalo il dominio
Due buone notizie per chiudere il cerchio su “petaloso”, la parola coniata dal piccolo copparese Matteo Trovò e resa celebre dallo scambio epistolare fra la sua insegnante e l’Accademia della Crusca....
Due buone notizie per chiudere il cerchio su “petaloso”, la parola coniata dal piccolo copparese Matteo Trovò e resa celebre dallo scambio epistolare fra la sua insegnante e l’Accademia della Crusca. La prima ce la fornisce proprio la maestra Margherita Aurora alla fine della lezione di ieri: «Finalmente una mattinata normale! Ci siamo seduti a terra, come facciamo spesso, e ci siamo raccontati la storia gli uni con gli altri, facendola di nuovo nostra, in tutta la sua bellezza. Ce ne siamo riappropriati. Abbiamo analizzato le cose belle e quelle meno belle. Poi con un grande abbraccio ci siamo urlati sui volti rubicondi dell’infanzia BRAVI! Perché è quello che siamo stati».
La seconda, invece, rimbalza dal Friuli: Un friulano regala il dominio “petaloso” al baby inventore, titolava ieri il Messaggero Veneto; Andrea Antoni è stato il primo a registrare il marchio sul web: «Ho protetto l’idea dello scolaro, evitando mercificazioni», il catenaccio sull’articolo a firma Davide Francescutti. La buona azione “digitale” - ci svela Francescutti - è di Andrea Antoni in arte Style1, grafico, instagramer e autore di graffiti di Monfalcone, molto conosciuto anche a Udine e Pordenone dove ha studiato e lavorato. Una delle sue opere multimediali (il Be Happy project) ha come tema centrale un fiore che ride: «Non appena la notizia ha fatto capolino sui social network - spiega - ho intuito che il giorno dopo sarebbe andata a nastro. Era l’una di notte e con 1 euro e 10 centesimi ho comprato il dominio, collegandolo al sito del Be Happy project, vista l’attinenza floreale». Il sito il giorno dopo, mercoledì, ha avuto un boom di accessi rispetto alla media (oltre 500) da parte di persone incuriosite, mentre la fama del nuovo aggettivo si faceva sempre più ampia. Da qui anche alcune critiche ad Antoni di voler sfruttarne la visibilità, alle quali ha prontamente risposto: «Se avessi voluto “monetizzare” avrei potuto comprare tutte quante le estensioni a disposizione (.com, .net e così via, ndr) - ha spiegato - le quali erano libere al momento in cui ho fatto l’acquisto. Ma qui al centro di tutto c’è l’idea di un bambino e ho voluto in qualche modo proteggerla dai vari e-commerce e siti vari, che dopo si sono accaparrati, come da mie previsioni, gli altri domini. Sono liberi di farlo, ma io preferisco donare il dominio gratuitamente alla famiglia di Matteo o alla sua maestra, che per prima ha reso pubblica questa bella vicenda».
Non mancano le segnalazioni “alternative”, come quella di Francesco Benazzi, che ci scrive: «Se un bambino di 8 anni può inventare una parola (...) penso però che anche un novantenne possa fare altrettanto. Io, per esempio, ho inventato il termine ciclocratico riferito a un metaforico impero ferrarese delle biciclette (vedi La Nuova Ferrara del 9/1/2015) termine che perfino un grecista come il prof. Claudio Cazzola potrebbe approvare. E perché non proporlo all'Accademia della Crusca? E perché non ricavarne una pensioncina integrativa di quella limitata che percepisco?».
Vabbè, a ognuno il suo vocabolo inventato: nelle prossime edizioni dei vocabolari andremo a controllare chi e con quale parola nuova sarà riuscito a portare a termine l’impresa di essere accolto nel lessico ufficiale della lingua italiana.(s.a.)
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