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Ferrara, richiedenti asilo ancora a Camelot e soci

Ferrara, richiedenti asilo ancora a Camelot e soci

Maxi-appalto da oltre 5 milioni di euro per gestire 543 posti-accoglienza: si è presentata solo la cordata guidata dalla coop. Più controlli negli alloggi e più integrazione

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FERRARA. Non ci sarà bisogno di andare al secondo round per sapere chi ha vinto il maxi-appalto per la gestione di 542 richiedenti asilo nei prossimi dodici mesi, a Ferrara e provincia. Già l’altro giorno, alla chiusura dei termini, ai dirigenti Asp che hanno bandito la gara era già tutto chiaro: una sola domanda, nessuna suspense. A farsi avanti, ancora in solitaria come già successo nell’agosto scorso, è la stata l’associazione temporanea d’impresa guidata dalla coop Camelot, una dozzina di associazioni tra le più attive nel segmento sociale a Ferrara, le stesse (con una sola aggiunta in cordata) che gestiscono attualmente il servizio. Il boccone stavolta era davvero grosso, 5.341.410 euro a base d’asta per dodici mesi di gestione con possibilità di proroga di altri due periodi: potenzialmente, quindi, ci sono in ballo più di 15 milioni di euro. Il bando è stato emesso a fine dicembre, quindi c’erano un paio di mesi di tempo per predisporre un’offerta, ed in effetti alcune richieste di chiarimenti hanno dimostrato l’attenzione sul bando da parte di altre cordate. Alla fine, però, nessun altro ha ritenuto di farsi avanti, e quindi il servizio verrà aggiudicato provvisoriamente agli attuali gestori in attesa della valutazione di tutti i requisiti richiesti dal bando.

Ci sono in effetti delle novità rispetto all’attuale servizio, che non riguardano solo il numero dei richiedenti asilo, in vertiginosa ascesa rispetto 400 posti messi a bando l’estate scorsa. La cordata vincitrice dovrà anzitutto occuparsi del trasporto delle persone dall’hub di Bologna, che si trova all’ex Cie di via Mattei. Poi è previsto un monitoraggio più attento all’interno delle strutture residenziali, che devono essere tutte messe a disposizione dai gestori e non dagli enti pubblici: in quelle più grandi ci sarà almeno un custode a dormire assieme agli ospiti, per gli appartamenti sono previsti passaggi notturni da parte dei gestori. Questo aumento dei controlli segue non a caso alcuni episodi che avevano suscitato allarme nell’opinione pubblica, a partire dalla rissa sanguinosa in pieno Listone, durante il periodo natalizio, da parte di due gruppi di richiedenti asilo afghani. «È sicuramente vero che l’aumento delle presenze porta con se maggiori dinamiche di conflitto, ma gli episodi, seppur importanti, sono stati tutto sommato residuali» è la valutazione di Federico Tsucalas, responsabile dei progetti richiedenti asilo di Camelot.

La terza novità riguarda la spinta all’inserimento, sociale e lavorativo, dei richiedenti asilo, che in qualche maniera prende spunto dall’esperienza del progetto Sprar sull’integrazione, che fu al centro di furiose polemiche l’estate scorsa per la revoca dall’affidamento proprio a Camelot da parte del Comune, dopo l’intervento dell’Autorità anticorruzione. Il nuovo bando prevede che ai richiedenti asilo siano sottoposti corsi di formazione finanziati anche da fondi integrativi, con selezioni basate su inclinazioni personali e conoscenza della lingua, tirocini e il Patto di volontariato con il quale un gruppo di associazioni mette a disposizione dei posti-volontario nella cura dell’arredo urbano, delle persone in difficoltà, di alcuni servizi. Si dà così continuità al patto firmato nel giugno scorso, tra gli altri da Prefettura, Questura, un gruppo di Comuni e Azienda servizi alla persona, e che fino a questo momento ha coinvolto 45 richiedenti asilo tra il capoluogo e Vigarano.

Il nuovo appalto ha validità dall’1 aprile fino al 31 marzo 2017, e la proroga per altri due anni è una possibilità che si riserva l’ente appaltante, cioè l’Asp, ma senza automatismi. Anche il precedente appalto di appena cinque mesi, l’anno scorso, prevedeva l’estensione per altri due periodi della stessa durata, ma via Ripagrande ha preferito passare attraverso un nuovo bando. L’esito, come si è visto, è stato identico, e del resto Camelot aveva fatto notare mesi fa come i suoi progetti fossero stati giudicati tra i più qualitativi in assoluto dal ministero.

Stefano Ciervo

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