«Il mio film contro pregiudizi e categorie»
La regista di Nè Giulietta nè Romeo: «Mi dissero, in Italia i froci so’ froci e i negri so’ negri»
Veronica Pivetti è stata protagonista ieri alla Sala Estense del Tag, Festival della cultura Lgbt. L'occasione era la presentazione del suo film, al quale debutta come regista, "Né Giulietta, né Romeo", scritto insieme alla sceneggiatrice Giovanna Gra. Lo sguardo è stato però rivolto alla società in generale, alla nuova legge sulle unioni civili, a come le giovani generazioni affrontano la tematica omosessuale. L' ironia e la verve della popolare attrice hanno reso il dibattito, molto delicato e importante, un' occasione di confronto fresca e piacevole. Così come è il film "Né Giulietta né Romeo", che viene proiettato oggi alle 18 alla Sala Boldini. Il dialogo, moderato da Manuela Macario, ha messo in luce non solo la tematica affrontata, in cui un adolescente scopre di essere omosessuale ma al momento di fare coming out la famiglia progressista rimane sconvolta, ma anche le difficoltà che la regista e la sceneggiatrice hanno dovuto affrontare. Per esempio«ci è stato detto, al momento dell'accoglienza del film, che In Italia i froci so' froci e i negri so' negri». La stessa regista spiega inoltre che il film, inizialmente era pensato per una fascia d'età più giovane, per dei tredicenni, ma «ci sarebbero stati problemi con la censura, quindi abbiamo preferito innalzare l'età». La storia è in parte vera, come conferma Giovanna Gra: «l'ho vissuta da adolescente, e ho visto che in un certo tipo di famiglia che si definisce progressista le cose non sono cambiate». Un fatto che ha stupito molto Veronica Pivetti è stata anche la domanda posta da molti giornalisti: perché fare ancora un film sull'omosessualità? «È strano notarlo. Se uno fa un film su un amore etero, non ci si chiede il motivo. Segno questo che il tema non è stato ancora digerito». Il film è piacevole, fresco, pur affrontando argomenti seri, come viene fatto notare dalla moderatrice. La regista spiega che si tratta di una commedia, dove il protagonista compie un viaggio fisico, di fuga dalla famiglia, ma anche psicologico, perché «alla fine nessuno è come all'inizio». Il titolo esprime «il rifiuto delle categorie». Non c'è prurigine, piuttosto «è un film che parla di pulsioni», affermano Giovanna e Veronica. "Né Giulietta né Romeo" è patrocinato da Amnesty International, che vorrebbe portarlo nelle scuole, ma «l'associazione è stata accusata di spacciare l'omosessualità», commenta amara la sceneggiatrice. Per quanto riguarda i diritti, secondo Veronica Pivetti, «siamo un Paese unito contro questo discorso, non diviso». La legge sulle unioni civili «è un piccolo passo in avanti. Ma Alfano c'è, inutile far finta che non ci sia», afferma ironica l'attrice. «Si è fatta una legge sulla pelle dei bambini, che così non possono essere riconosciuti», commenta Giovanna Gra.
Veronica Capucci
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