A “Liberamente” le sagre pensano al Misen
Grande partecipazione nei padiglioni e Cattabriga parla delle rassegne paesane
Si è aperto ieri, con lunghe file agli ingressi già prima dell'orario ufficiale, “Liberamente”, il salone degli hobby e del divertimento e soprattutto del turismo con le migliori offerte di viaggi, con padiglioni interamente dedicati ai camper per soddisfare gli appassionati del genere che faranno visita in città nel fine settimana. Presenti anche quest'anno un nutrito gruppo di Sagre enogastronomiche locali che anticipano, con le loro degustazioni il salone nazionale delle sagre o Misen, che si farà anche quest'anno nei padiglioni fieristici di Ferrara dal 23 al 25 aprile. L'apertura dei padiglioni avrà luogo sabato 23 al pomeriggio, poi apertura tutto il giorno domenica 24 mentre lunedì 25 i padiglioni chiuderanno alle 16.
«Cambia il calendario rispetto ai due giorni dell'anno scorso - ci spiega Loris Cattabriga, presidente di Sagre e dintorni, l'associazione che organizza la manifestazione in collaborazione con Ferrara Fiere - ritorniamo alla formula dei tre giorni anche viste le difficoltà economiche, per poter dare modo ai volontari delle sagre, in modo particolare a coloro i quali arrivano da lontano di poter risparmiare sui costi. Stiamo cercando di organizzare un'edizione che non comprenda esclusivamente le degustazioni ma anche corsi di cucina, cooking show, spettacoli e altro ancora sulla scorta dell'esperienza passata. Anche il prezzo del biglietto rimarrà invariato». «Sono tanti i motivi - ci spiega ancora Cattabriga - che danno vita a questo turnover di sagre. Da un lato può succedere che arrivati ad un certo punto la sagra non trovi più nuovi volontari pronti a continuare un percorso lungo anche decenni. Fu il caso anni fa di Sant'Agostino che dopo numeri da record sentì il bisogno di fermarsi per poi riprendere con maggiore vitalità. Può capitare anche, alla luce dei controlli e delle sanzioni degli ultimi anni a dirigenti di sagre per irregolarità amministrative (sempre relative , è necessario sottolinearlo, alla compagine societaria che le organizza e mai direttamente alla gestione della sagra) molti non si sentano più sereni a proseguire quella esperienza».
«Sta di fatto - conclude Cattabriga - che nella maggiore parte dei casi “sagra” significa per i paesi o le associazini che le organizzano "vitalità, aggregazione, socialità e buona gastronomia con le eccellenze del territorio" ed è quello che porteremo in fiera il prossimo mese.
Lauro Casoni
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