A Ferrara asili con orario lungo e aperture a luglio
Crollo dei nuovi iscritti (-21%), il Comune chiede alle educatrici di restare mezz’ora in più e una settimana in estate
FERRARA - Calano le nuove iscrizioni alle scuole d’infanzia pubbliche e il Comune corre ai ripari. Il dato non ancora completo ma già indicativo delle domande, con un calo che viaggia attorno al 21% equivalente a 200 bambini in meno, è destinato a dare ulteriore impulso a progetti dell’amministrazione che vanno in direzione dell’ampliamento del servizio e il confronto con le educatrici si prospetta già impegnativo.
All’Istituzione scuola e a Palazzo Municipale, infatti, c’è la convinzione che non ci siano solo fattori come la denatalità e la crisi economica alla base di questo calo. A dir la verità i numeri dei nuovi nati sono impressionanti, in senso negativo, visto che il 2015 è stato l’anno peggiore del decennio con appena 805 nascite, mentre solo nel 2010 eravamo a quota 1.021, e il calo è costante.
La crisi economica ha poi lasciato a casa molte mamme, ad occuparsi giocoforza dei loro piccoli. L’idea dell’amministrazione comunale, però, è che incida sul calo delle iscrizioni anche la rigidità dell’offerta di nidi e materne, in particolare in una fase di articolazione molto accentuata del lavoro dei genitori: in sostanza, le famiglie avrebbero bisogno di orari più lunghi e una copertura più completa durante l’anno, e non trovandoli tengono a casa i loro figli.
Spinta da questa convinzione l’Istituzione scuola ha comunicato ai rappresentanti sindacali delle educatrici l’intenzione di mettere mano in maniera strutturale all’accordo integrativo, sfruttando la possibilità del nuovo contratto di portare le settimane di contatto con il bambino da 39 a 42 all’anno.
L’intenzione del Comune è di utilizzare le settimane in più per allungare la copertura estiva del servizio, tenendo aperti nido e materne fino alla prima settimana di luglio, dilatando inoltre l’apertura giornaliera di mezz’ora, con orario di chiusura spostato dalle 16.30 alle 17. C’è già stata un’assemblea del personale, un paio di settimane fa, ed ora la trattativa entra nel vivo. «Le richieste dell’amministrazione sono legittime, riguardano tra l’altro un accordo che risale all’inizio degli anni Duemila - ragiona Francesco Bertelli (Cisl) - L’importante è che se ne possa discutere con i rappresentanti sindacali e si apra un tavolo di trattative vero e proprio». Tra educatrici e altro personale gli addetti interessati alla “rivoluzione” sono circa 300, e non c’è chi non ricordi il travagliatissimo “no” dell’anno scorso a prestare servizio volontario nel mese di luglio, che indusse il Comune a riappaltare il servizio alle coop. Ora si riprova con una trattativa più strutturata.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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