De Chirico incanta tanti giudizi positivi sulla mostra e la città
Lunghe code per l’ultimo giorno di esposizione ai Diamanti Un bel biglietto da visita per Ferrara, poche le critiche
La mostra “De Chirico a Ferrara: Metafisica e Avanguardia”, con la quale la città ha voluto rendere omaggio al grande artista che qui soggiornò per 3 anni e mezzo, si è conclusa ieri a mezzanotte. Da subito, dopo l'inaugurazione solenne con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 13 novembre, ha riscosso un buon successo di pubblico e di critica. Ha già superato i centomila visitatori, e ieri, attorno all'ora di pranzo, la fila per entrare era veramente lunga, con circa un'ora d'attesa, o forse più. Ma cosa hanno pensato i tanti visitatori dell'esposizione? Il giudizio complessivo emerso dalle interviste è pressoché molto positivo, pur con qualche rara eccezione. Elena Armati, originaria di Roma ma che ha vissuto per tanti anni all'estero, e ora residente a Orzago Veneto, in provincia di Treviso, è soddisfatta. «Le aspettative sono state corrette.Vado spesso a mostre in varie città, e spesso rimango delusa perché dell'autore principale vedo poco, o ci sono poche opere esposte. Qui invece sono soddisfatta, in più ho ammirato anche Carrà e Morandi. La gente era educata, nessuno si piazzava davanti ai quadri impedendone la visione.Non sapevo che la mostra terminasse oggi (ieri per chi legge), l'agenzia me l'ha comunicato in seguito». Oltre alla mostra, la signora ha parole di lode anche per Ferrara: «sono venuta più per la città che per l'esposizione, la trovo stupenda, sono ammaliata dal vostro cotto. Tornerò sicuramente». Analogo entusiasmo lo esprimono due amiche di Vergato, della provincia di Bologna, Lucia Brambati e Beatrice Braccogli. «Abbiamo trovato la mostra stimolante, fantastica, con riferimenti colti. Purtroppo siamo potute venire solo oggi a causa di impegni familiari. A livello di mostre non c'è paragone con Bologna, forse voi avete un assessore alla cultura molto bravo. Anche come città, Ferrara è accogliente, si respira un'atmosfera diversa da quella bolognese. Complimenti per aver mantenuto il ciottolato del corso, speriamo continuiate così. Abbiamo saputo della mostra grazie alle newsletter che lo stesso Palazzo ci invia». Simone Magnani Daniele di Vita, Veronica Brunotti e l'amico Gaetano vengono da Carrara, e anche loro hanno trovato «la mostra interessante e ben organizzata. Siamo potuti venire solo oggi a causa di impegni familiari». Manuela Buttafoco è venuta da San Benedetto del Tronto con un gruppo di amici, e ha saputo dell'esposizione da riviste settoriali. «Abbiamo trovato la mostra molto bella, sia nell'allestimento dei quadri che nella tipologia di opere esposte. Come sempre Ferrara riesce a fare mostre di impatto culturale. La scelta di venire nel giorno di chiusura è legata ad impegni personali». Paolo Pividori e Orietta Gransinigh vengono da Udine e giudicano la mostra «ben organizzata, prevedibile che ci fosse molta gente. Nel complesso tutto ottimo. Bella come tutte le mostre che si organizzano qui». Franco Sarti viene da Padova, ha saputa della mostra dal Venerdì di Repubblica e da Radio Tre.Purtroppo la decisione di venire l'ultimo giorno di apertura è dovuta a fatalità. La città stessa è molto vivace culturalmente, vengo per Internazionale e altri eventi».
Perplessità le manifesta Lisa, da Modena, insieme ad un gruppo di amiche. «Nel complesso la mostra è interessante ma è disorganizzata e il fatto che non ci sia un guardaroba è inaccettabile. Anche l'affluenza del pubblico non è ben regolamentata, per non parlare del costo di 5 euro dell'audioguida. È ora che Ferrara si dia una svegliata». Roberto e Franco vengono da Jesi e hanno passato il week end a Ferrara. La mostra è stata all'altezza delle aspettative.La città è molto bella ed accogliente».
Veronica Capucci
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