Gli “arancioni” tornano in strada
Codigoro, servizi socialmente utili: il Comune vince sulla burocrazia
CODIGORO. Dopo un paio di mesi trascorsi per il passaggio alle nuove regole, relativamente il lavoro svolto dai ragazzi delle “tute arancioni” per i servizi socialmente utili, oggi il servizio di pulizia delle strade verrà ripristinato. «Un risultato che ci soddisfa – ha detto il sindaco Rita Cinti Luciani. Oggi 5 su 6 dei precedenti addetti, fino al gennaio scorso, riprenderanno servizio. Il restante, sarà sulle strade e piazze codigoresi tra poco tempo». L’assessore ai servizi sociali Franco Barilani, ha detto: «Ringrazio il collaboratore al mio “dicastero” Augusto Bucchi, il quale i soli 2 mesi è riuscito a vincere la burocrazia. Addirittura in un futuro vicino, il numero degli “arancioni” potrà aumentare di due o tre unità. Con l’arrivo della primavera, infatti, interverranno, oltre che a Codigoro capoluogo, anche nel complesso Abbaziale di Pomposa, per curare, oltre alle strade interne che portano all’Abbazia, anche le aiuole che la abbelliscono. Il tutto con fondi comunali a bilancio». L’educatrice professionale dell’Asp Delta, Lucrezia Rovatti ha così esordito: «L’inserimento o il reinserimento di persone che possono avere disabilità o condizioni di svantaggio: questo il nostro obiettivo, perché consentirà ad ognuno di loro di fruire di un’indennità di tirocinio di 450 euro mensili, come previsto dalla legge. Sono tirocini inclusivi – ha spiegato Rovatti – che in base alla nuova legge regionale possono operare per 24 mesi con possibilità di ripetibilità. In questo modo aiutiamo, grazie al Comune, chi si trova in condizione di svantaggio o in grave disagio economico e sociale». Il funzionario, Bucchi è intervenuto dicendo: «Fra qualche tempo dovrebbero essere inseriti anche altre due o forse tre persone per la pulizia delle aiuole a Pomposa per una spesa di oltre 8.000 euro, cui vanno aggiunti altri 40 mila euro annui circa quale indennità di partecipazione». Questa ripresa vuole essere anche una risposta alle polemiche dopo l’annuncio della sospensione, a nostro avviso, interpretando le parole di Barilani, che ha chiuso la conferenza con questa sua finale espressione: «Siamo abituati a parlare poco, ed a fare molto, nell’interesse della nostra comunità».
Vincenzo Trapella
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