«Macché pigrone, ero solo un gufo puro»
La studentessa universitaria: per seguire le lezioni sono costretta a diventare allodola
Lunedì, giorno di mercato, la città pullula di allodole. Già di buon'ora in piazza Travaglio si aggirano i fedelissimi, o meglio, le fedelissime dell'affare da bancarella che, per definizione, si addice ai mattinieri. «Con un marito e due figli hai voglia a regolare l'orologio biologico, bisogna alzarsi presto e portare avanti la casa - spiega Ivana Morelli - Anche adesso che i figli sono grandi e sposati il mio ritmo è rimasto quello di sempre, ma evidentemente sono un'allodola per nascita, perché non mi è mai pesato». Di gufi mancati però è pieno il mondo. Se gli impegni familiari o lavorativi costringono a levatacce e impongono concentrazione là dove l'orologio interiore suggerirebbe sonno e relax, c'è chi ammette di essere un animale notturno addomesticato dalle regole sociali. «Al mattino sono uno zombie, comincio a funzionare nel pomeriggio», afferma Claudia D'Angelo, studentessa universitaria. Ma un modo per conciliare “natura e civiltà”, per il momento, c'è ancora: «Quando devo seguire le lezioni non c'è scampo, gli orari sono quelli. Invece quando sto preparando un esame posso regolarmi come preferisco, e allora sono capace di studiare fino a notte fonda e poi alzarmi tardissimo il giorno dopo». Tra i pensionati che passeggiano in piazza si nascondono insospettabili gufi: «Adesso dormo poche ore per notte, ma da giovane quante litigate con la mia povera mamma per farmi alzare dal letto! - esclama Guido Fabbri - Magari ci fosse stata allora una ricerca come questa, avrei potuto difendermi dall'accusa di essere un pigrone. Scherzi a parte, ho sempre preferito la sera al mattino… e adesso mi hanno anche spiegato il perché!» «Se si va a letto tardi è normale aver sonno al mattino, mentre se ci si abitua a coricarsi presto e a farsi una bella dormita il giorno dopo ci si sveglia riposati - taglia corto Erminia Poli - tutto sta a come sei stata abituata». «Se perdo la mattina, perdo anche tutta la giornata. Anche nei giorni feriali non riesco a stare a letto troppo a lungo, mi sembra un po' uno spreco», risponde Maurizio Setti collocandosi nel partito delle allodole “moderate”: «Però poi alla sera non è che vado a letto con le galline. Diciamo che quelle sei-sette ore di sonno mi bastano, ma una volta sveglio non mi piace poltrire». Sei-otto ore di riposo, del resto, sono ritenute la congrua quantità di sonno da tutti gli intervistati. Il punto è la loro collocazione: «Posso andare a letto dopo le 2 e poi alzarmi tranquillamente tra le 8 e le 9, senza sentirmi stanca», interviene Francesca Buzzi. Il suo spirito da gufo però vacilla quando la mettiamo al corrente che, secondo la ricerca, gli spuntini a tarda ora sono i più deleteri per la linea: «Vorrà dire che mangerò come un'allodola».
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