Sul bus nessuno ha il resto. Multata
L’avventura a Cento di una donna e di suo figlio disabile che per pagare il biglietto avevano una banconota da 50 euro
CENTO. Sale sul bus a Cento insieme al figlio disabile, appena dimesso dal pronto soccorso. Ma con 50euro non può pagare il biglietto direttamente sul pullman, perché il conducente non ha resto da darle. Lei e il figlio proseguono il viaggio ugualmente, ma poco dopo, a un successivo controllo, viene multata. Una multa che Anacleta Cortesi, 79 anni, residente a Porto Corsini nel Ravennate ritiene ingiusta, come «ritiene ingiusto aver ricevuto un trattamento così duro, tanto più che mio figlio, oltre ad avere un handicap grave, non stava nemmeno bene. Chiedo rispetto e scuse, perché noi nella nostra esistenza abbiamo già sofferto anche troppo, e quello che ci è successo ora è eccessivo».
Tutto accade domenica 21 febbraio: la signora e il figlio disabile di 39 anni - che vive con lei - si recano a Cento, per partecipare alla sfilata di Carnevale: «Ci ha invitato una cara amica - spiega Anacleta - ed era l’occasione per fare vedere a mio figlio i carri e lo spettacolo». Ma durante la sfilata l’uomo si sente male e viene soccorso «dal personale medico di un'ambulanza» dell’emergenza sanitaria e trasportato al pronto soccorso del Santissima Annunziata. «Sono stati tutti gentilissimi - racconta la signora - dal personale dell’ambulanza ai carabinieri che ci hanno permesso di raggiungere l’ospedale velocemente, agli infermieri e medici del pronto soccorso. A mio figlio sono stati fatti i necessari accertamenti e dopo che ha ricevuto le cure per riprendersi, siamo fortunatamente riusciti, io e lui, a raggiungere in tempo la stazione degli autobus per salire sul bus di linea per Ferrara; da lì avremmo poi preso il treno per Ravenna e infine un altro autobus per tornare a Porto Corsini». Ma madre e figlio arrivano all'autobus all'ultimo istante prima della partenza da Cento (alle 17.20) e non hanno avuto «il tempo di acquistare preventivamente i biglietti a una rivendita. Ho allora chiesto all'autista - continua Anacleta - i biglietti, perché so che, da regolamento, possono anche essere acquistati sul mezzo, anche se a prezzo maggiorato. Ho presentato al conducente 50 euro per pagare; lui mi ha risposto che non aveva il resto da darmi: non mi ha quindi dato i biglietti e noi ci siamo seduti. Alle 18 circa è salito sull'autobus un controllore». Il conducente del bus, spiega la donna, ha riferito correttamente quello che era successo e quindi «il controllore mi ha chiesto spiegazioni e io gli ho detto quello che ci era accaduto, che mio figlio era stato soccorso dall'ambulanza, che eravamo arrivati di corsa e gli ho chiesto se poteva lui cambiare i soldi perché noi potessimo pagare i biglietti. Nonostante ciò, il controllore mi ha fatto una contravvenzione di 65 euro, affermando che dovevamo salire sull'autobus con i soldi spicci per i nostri biglietti e non con una banconota da 50 euro. Ho pagato subito la contravvenzione con il bancomat, perché lui mi ha detto che altrimenti la multa sarebbe aumentata: 65 euro non sono pochi per noi che viviamo di una piccola pensione e dell’accompagnamento di mio figlio. Ma quella multa mi sembra davvero eccessiva».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
