Così raccogliamo le voci del quartiere
Incontro con il nostro giornale sabato 12 marzo alla parrocchia dell’Addolorata sui disagi legati a spaccio e prostituzione
“Riprendiamoci pacificamente il nostro quartiere”. Potrebbe essere questo il motto dei cittadini e dei residenti della Zona Gad, stadio, stazione e grattacielo chiamati a confrontarsi, sabato 12 marzo dalle 20 nell'auditorium della parrocchia dell'Addolorata di via Fortezza, con il nostro giornale che, per così dire, scenderà in campo per mettersi al servizio dei cittadini proprio a casa loro, nel loro territorio, ascoltando in diretta le loro voci, raccogliendo le testimonianze e le proposte.
Un territorio che, da ormai quattro anni a questa parte, dalla prima biciclettata promossa in collaborazione con la Nuova Ferrara e l'allora Comitato Zona Stadio, ora associazione, continua a vivere, quotidianamente, una situazione di disagio fatta non solo di degrado, ma anche di spaccio e prostituzione.
E questi sono stati anche i temi più gettonati nell'incontro che si è svolto pochi giorni fa in redazione, nato dall'esigenza dei cittadini e dei residenti esasperati di non poter più dormire sonni tranquilli e di non poter più circolare liberamente, specie nelle ore serali, nel proprio quartiere. Un quartiere colpevole di essere meta preferita di pusher, spacciatori e anche acquirenti, che, ormai abituati a sgusciare via nel buio della notte e delle strade deserte, diventa ogni giorno meno a misura di uomo e più a misura di delinquenza.
Già dopo la raccolta delle oltre mille firme, a opera dei residenti e delle associazioni del quartiere Giardino e degli abitanti della Gad, le forze dell'ordine sono scese in campo sottolineando, e i recenti fatti di cronaca lo testimoniano ogni giorno, che il problema spaccio c'è, esiste.
Un fenomeno, quello dello spaccio cui si è aggiunto il degrado, che sembrava essersi per così dire rallentato quando i cittadini erano scesi in strada, mettendoci la faccia, con le prime biciclettate e camminate per riprendersi pacificamente il loro territorio e per sottolineare che qualcosa doveva cambiare.
Molti saranno gli argomenti in discussione: dallo spaccio, il più pressante, al degrado, ma anche la prostituzione, gli ubriachi molesti fin dal primo pomeriggio, gli schiamazzi notturni, i bivacchi improvvisati, le risse fra extracomunitari, senza contare il moltiplicarsi di furti nelle abitazioni, rapine, scippi, episodi di violenza sessuale e prostituzione, i ripetuti furti e il dilagare della microcriminalità che sta rendendo la vita impossibile non solo ai residenti della zona, ma anche alle attività commerciali che si vedono costrette alle chiusure anticipate per non incorrere in rapine nelle ore serali.
Un quartiere florido, a suo tempo, a due passi dal centro cittadino, che non ha, da solo, la forza di riprendersi il territorio, vista l'alta percentuale di persone anziane residenti nella zona della Gad, ma anche di molte famiglie con bimbi piccoli che non portano più i loro figli a giocare nelle aree verdi per paura di trovare siringhe, vetri rotti, escrementi di tutti i tipi, ma anche balordi che bivaccano a ogni ora del giorno e della notte.
Sarà un incontro, quello di sabato 12 marzo, aperto a tutti i residenti, ma anche al resto della cittadinanza dove verranno raccolte le voci e le proposte per ritornare a dormire sonni tranquilli, ma soprattutto chiedendo una rapida soluzione per debellare, definitivamente, lo spaccio e prevenire gli episodi di criminalità.
Federica Achilli
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