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Quell’inapplicato protocollo del 2008

Quell’inapplicato protocollo del 2008

Già 8 anni fa i Comuni interessati e le Province di Ferrara e Rovigo chiedevano una nuova soluzione. Nulla è stato fatto

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Un ponte sul Po da rifare o quanto mano da allargare o rinforzare. E lo avevano messo per iscritto anche le province di Ferrara e Rovigo e i comuni di Ferrara e Occhiobello il 19 maggio 2008. In quella data infatti fu firmato un protocollo di intenti tra i quattro enti locali per l’adozione di iniziative congiunte finalizzate alla realizzazione di un nuovo ponte sul fiume Po. A sottoscrivere il documento in Castello Estense a Ferrara: il presidente dell’amministrazione provinciale di Ferrara, Pier Giorgio Dall’Acqua; l’assessore ai lavori pubblici della provincia di Rovigo, Daniele Chiarioni; l’assessore all’urbanistica del Comune di Ferrara, Raffaele Atti e il sindaco di Occhiobello Gigliola Natali. Anche in quella occasione, e ricordiamo che erano 8 anni fa, le parti convenivano che il traffico stradali tra Rovigo e Ferrara era sensibilmente aumentato lungo la direttrice nord-sud dei due territorio con notevole aggravio della mobilità e anche crescita dell’inquinamento ambientale. Oltre a questo, c’era la consapevolezza che il ponte sulla statale 16 non fosse più in grado di garantire le necessarie condizioni di sicurezza in caso di piena del fiume e nemmeno una valida alternativa ai veicoli in transito sulla autostrada A13 in caso di chiusura di quest’ultima. Per questo si proponevano soluzioni di viabilità alternative. Con queste premesse le due province e i due comuni interessati hanno voluto dare impulso programmatico per l’adozione coordinata e congiunta per trovare le opportune iniziative volte alla realizzazione di un nuovo ponte sul fiume Po di collegamento tra il Comune di Ferrara e quello di Occhiobello. All’articolo 4 del protocollo si parla anche del quadro finanziario e procedurale per la realizzazione della nuova opera. Con la quantificazione del costo della nuova opera calcolato con uno specifico studio di fattibilità ed indicato in un accordo di programma che vede anche il coinvolgimento dell’Anas, della società Autostrade e delle regioni Emilia Romagna e Veneto. Il protocollo è poi stato inserito nei programmi delle amministrazioni che lo hanno sottoscritto. Ma di tutto questo, anche per il cambio di giunte nel 2009, non se ne è fatto più nulla. Sarebbe il caso di riprendere in mano quegli impegni sottoscritti 8 anni fa e come spesso accade sono poi caduti nel vuoto. (g.p.z.)

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