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Un giorno vissuto sulla sedia a rotelle

Un giorno vissuto sulla sedia a rotelle

Gli studenti di Dossi e Aleotti sperimentano la disabilità per futuri progetti urbani inclusivi

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C’è prima la parte teorica, un’ora per illustrare le esigenze dei disabili e gli errori più comuni di progettazione degli edifici e di posa degli arredi urbani.

Poi arriva quella pratica, un’altra ora in cui gli studenti proveranno sulla loro pelle, spostandosi su una sedia a rotelle, tutte le difficoltà vissute quotidianamente da chi ha problemi di deambulazione.

Sono i contenuti e le modalità scelte per un progetto didattico che nelle prossime settimane coinvolgerà otto classi e quasi 200 alunni degli istituti scolastici cittadini Aleotti e Dosso Dossi.

A parlare con i ragazzi sarà Fausto Bertoncelli, funzionario dell’Ufficio benessere ambientale del Comune di Ferrara, oltre che disabile egli stesso. «Conoscere per chi si progetta è alla base di tutto. Anche nelle nuove costruzioni ci sono cose che non vanno, però negli ultimi anni si sono fatti passi avanti. Farà provare agli studenti un paio di percorsi all’uscita dalle loro scuole; nella parte teorica illustrerò invece i sette principi dell’Universal Design, secondo cui gli esseri umani non sono tutti uguali e i bisogni sono diversi», spiega Bertoncelli il quale racconta scherzosamente una delle sue peripezie di tutti i giorni sulla sedia a rotelle: «Al bar il bancone spesso è troppo alto e rischio di bere la tazzina del caffè vuota e non quella piena».

L’iniziativa è patrocinata dall’amministrazione comunale e sostenuta dalle Farmacie municipali. «Nell'ambito delle politiche del mio assessorato – afferma Annalisa Felletti (Pari Opportunità, Formazione) -, d'intesa con i vari soggetti coinvolti, mi preme costantemente promuovere e sostenere interventi formativi per incentivare una cultura accogliente e inclusiva di ogni diversità. È importante sensibilizzare i ragazzi, in questo caso si tratta davvero dei progettisti di domani». Non a caso il progetto si rivolge proprio a due scuole che già nei loro programmi affrontano argomenti come l’architettura, le progettazioni edili e il design.

«Le barriere architettoniche – spiega il docente Luca Benini (Aleotti) –, come la sicurezza sul lavoro, non possono essere trattate come questioni di soli numeri. Dietro ci sono le esigenze sociali delle persone, capire questo è fare un salto di qualità».

La collega Laura Sangiorgi (Dosso Dossi) aggiunge che «l’educazione alla responsabilità si questi temi deve arrivare fin a partire dai banchi di scuola e un’esperienza diretta come questa non può che fare bene ai ragazzi».

Fabio Terminali

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