Asp di Ferrara fuori dalla ‘lista nera’ emiliana
Il bilancio 2015 sarà comunque ancora in perdita. Da valutare l’impatto degli sconti Irap
Secondo la Regione tra le 42 Aziende sociali emiliano-romagnole ve ne sono 8 in «seria difficoltà», 8 in buona salute e «le altre in equilibrio precario dal punto di vista della gestione», come riporta Marcella Zappaterra (Pd) dopo una riunione sul tema in commissione salute. Non sembra un buon viatico in vista delle settimane cruciali che separano le Asp dalla definizione dei bilanci 2015. In Regione non si diffonde per ora la “classifica” dei conti economici, ma a quanto filtra l’Asp di Ferrara non dovrebbe essere nella lista delle peggiori, anche se di sicuro deve risalire la corrente perché parte da un rosso di 1,4 milioni sul bilancio 2014. La cura portata avanti in questi mesi dal consiglio d’amministrazione guidato da Angela Alvisi ha sicuramente ridotto questo sbilancio, ma è prevedibile che anche il 2015 chiuderà in perdita, nell’ambito di un percorso di rientro che prevede il ritorno al nero a fine mandato, nel 2018. In prospettiva avrà un impatto importante la scelta compiuta proprio in commissione (voto favorevole di Pd e Sel, contro di M5S e Lega) al nuovo sistema di remunerazione dei servizi socio-sanitari accreditati, studiato per compensare l’effetto Irap. Questo tipo di aziende sono in effetti soggette ad aliquota Irap dell’8,5%, più del doppio rispetto alle coop sociali e le onlus che operano negli stessi settori, e l’effetto sui conti di via Ripagrande è consistente: 300mila euro.
La norma in via di approvazione da parte della Regione prevede d’incrementare le tariffe, livellare le gestioni pubbliche e private, erogare contributi supplementari per le realtà più piccole. «Non ci saranno ricadute su cittadini e Comuni perché il costo di riferimento sociale e socio-sanitario viene remunerato attraverso il Fondo regionale per la non-autosufficienza, la compartecipazione degli utenti e le risorse dei Comuni di residenza degli utenti stessi» spiega Zappaterra. In via Ripagrande stanno però ancora valutando il reale impatto della norma, che potrà agire solo sui servizi accreditati, cioè la casa residenza e le domiciliarità, mentre sul personale che lavora su adulti, disabili e minori, per esempio, le agevolazioni potrebbero non valere.
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