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otto mesi di cronaca

Dalla rapina al delitto

Dalla rapina al delitto

Pierluigi Tartari, 73 anni, pensionato, fu aggredito la sera del 9 settembre 2015 nella sua casa di Aguscello. L’allarme venne lanciato però solo un giorno e mezzo dopo, l’ 11 settembre. Il 12...

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Pierluigi Tartari, 73 anni, pensionato, fu aggredito la sera del 9 settembre 2015 nella sua casa di Aguscello. L’allarme venne lanciato però solo un giorno e mezzo dopo, l’ 11 settembre. Il 12 settembre la sua Opel Corsa nera venne rinvenuta, dopo una segnalazione, al cimitero di Porotto. Il 22 settembre procura e polizia arrestarono Constantin Fiti, il primo componente della banda finito nelle mani degli inquirenti. Allora era accusato solo di rapina perché il corpo ormai senza vita di Tartari era stato trovato solo il 26 settembre, quando venne arrestato Patrik Ruszo, secondo della banda a finire in carcere. È stato lui a indicare dove trovare il cadavere del pensionato. Il 3 ottobre finì in carcere, in Slovacchia, Ivan Pajdek, ritenuto il capo della banda, il più anziano. Il 30 novembre, dopo quasi due mesi, fu concessa l'estradizione.

Le versioni dei tre arrestati, difesi da Alberto Bova (Fiti), Filippo Sabbatani (Ruszo) e Daniele Borgia (Pajdek), non coincidono. L’ 11 gennaio 2016 i periti della procura depositarono le perizie medico-legali e genetiche sul caso Tartari.

Con la conferma che la morte di Tartari è avvenuta a 5-8 ore dalla cena, quindi nel casolare di via Vecchio Reno, il quadro composto dall’accusa (pm Filippo Di Benedetto) si è completato. La richiesta di rinvio a giudizio porta la data del 19 febbraio scorso. Ultimo atto prima dell’udienza preliminare che è stata fissata per il 5 maggio prossimo. La famiglia Tartari si è costituita tramite l’avvocato Eugenio Gallerani.

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