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voce alle famiglie

«I costi sono alti e i posti pochi»

L’asilo costa, ed anche tanto. Per una famiglia in cui entrambi i genitori lavorano ed hanno quindi un reddito considerato medio alto, la spesa per il nido o la materna diventa una delle voci più...

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L’asilo costa, ed anche tanto. Per una famiglia in cui entrambi i genitori lavorano ed hanno quindi un reddito considerato medio alto, la spesa per il nido o la materna diventa una delle voci più importanti del bilancio. A Ferrara il costo mensile medio è di 200 euro (con uscita alle 16.30) per chi ha un solo figlio, da moltiplicare per due o per tre (è vero, la retta scende ma non di tanto) se ci sono altri fratelli o sorelle in età scolare. Ai costi del nido vanno aggiunti quelli di una baby sitter per almeno un’ora ma anche due al giorno perché difficilmente chi lavora full time arriva a casa prima delle 18.30. Ed ecco altri 16 euro per cinque giorni a settimana. Da fine giugno in poi, la strada è ancora più in salita per chi non ha nonni o parenti che possono dare una mano. «Nostra figlia Giulia ha frequentato il nido comunale - dicono una coppia di genitori, entrambi dipendenti - ma per la materna non abbiamo nemmeno fatto domanda. La manderemo all’asilo privato, con uscita alle 18 e una retta di circa 250 euro. Al comunale avremmo pagato di più, lei sarebbe uscita prima e a luglio, come successo lo scorso anno, ci saremmo trovati ancora a lottare con graduatorie e organizzazioni impossibili».

Ascoltando le diverse esigenze, al primo posto balzano gli orari. Sapere che i bambini possono stare a scuola fino al tardo pomeriggio è una gran sollievo «e non esistono scioperi, chiusure straordinarie e ponti», sottolinea una ragazza nel gruppo Facebook Mondo mamme Ferrara classe 2013. «Costi eccessivi, burocrazia per accedervi, rapporto qualità/prezzo. Per l’iscrizione al privato bastano tre minuti e si risparmia anche». «Partendo dal presupposto che la scuola dovrebbe essere gratuita per tutti, e sperando che presto anche la materna entri a far parte dell’istruzione obbligatoria - dice Elena Canella - si dovrebbero adottare criteri diversi. In primo luogo alle scuole statali, dove non si paga la retta, dovrebbero avere priorità d’accesso le famiglie dal reddito molto basso. Quindi il posto alla scuola d’infanzia dovrebbe essere garantito a tutti, e se i posti non sono sufficienti, l’amministrazione potrebbe iniziare a pensare seriamente ad investire in questo senso». «Io e mia moglie abbiamo deciso di “rischiare” non fermando il posto alla materna privata - fa presente Alessandro Previati - Crediamo che gli asili comunali (abbiamo l’esperienza del nido) siano ottimi, abbiamo trovato personale qualificato e la nostra bimba si è sempre trovata benissimo. Certo, lavorando tutti e due non è semplice gestire gli orari di entrata e uscita ma alla fine non pensiamo di poter trovare di meglio».

Insomma, il problema è che esigenze delle famiglie sono cambiate e, purtroppo, non è facile mutare un meccanismo che va avanti così da anni. Non solo, i soldi non ci sono. «Questo è un Paese che investe poco nell’istruzione. Non è possibile che non vi siano posti a sufficienza per i bambini, è paradossale».

Annarita Bova

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