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Il valore aggiunto provinciale nel 2015 è cresciuto

Il valore aggiunto provinciale nel 2015 è cresciuto

Nel 2015 il valore aggiunto provinciale a Ferrara a finalmente ricominciato a crescere. Nel 2016 il trend positivo si consoliderà con variazioni più accentuate. Per l'anno appena concluso, la...

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Nel 2015 il valore aggiunto provinciale a Ferrara a finalmente ricominciato a crescere. Nel 2016 il trend positivo si consoliderà con variazioni più accentuate. Per l'anno appena concluso, la variazione positiva sarà meno consistente rispetto a quanto rilevato per la regione Emilia-Romagna, ma più vicina, seppur sempre inferiore, al dato nazionale. La stima appare condizionata soprattutto dall'andamento ancora negativo delle costruzioni.

Previsioni. Nel 2016 gli indicatori dovrebbero migliorare e in particolare l'aumento percentuale del valore aggiunto provinciale si avvicinerà al dato nazionale: +1,0%; l'industria in senso stretto registrerà l'incremento di valore aggiunto maggiore, di pari entità rispetto al dato nazionale.

Per quanto riguarda le altre variabili, l'anno si concluderà con una crescita delle esportazioni, superiore agli altri ambiti territoriali di riferimento, nonostante un rallentamento del commercio mondiale. l'export ferrarese nei primi nove mesi del 2015 è cresciuto del 6,6%, quando il valore registrato dalla regione si ferma al 4,4% e il nazionale a +3,9%.

La crescita è stata trainata in particolare dal buon andamento sul mercato statunitense dove è diretto il 27,5% dell'export ferrarese. La tendenza positiva ha prevalso in molti comparti, soprattutto in quelli che incidono di più sul totale (automotive, chimica e macchinari).

Per il mercato del lavoro, le previsioni evidenziano un'evoluzione parzialmente positiva: il tasso di attività calcolato su tutta la popolazione, si ridurrà al 45,7%, così come del resto avviene anche a livello regionale, ma il tasso di disoccupazione, pari al 2,6% nel 2007, giunto al 13,3% nel 2014, dovrebbe scendere all'11,7%.

Le previsioni formulate da Prometeia confermano quanto emerso dai dati congiunturali raccolti ed elaborati dal sistema delle Camere di commercio dell'Emilia-Romagna. Nonostante la ripresa del comparto manifatturiero risulti incerta e, ancora una volta, trainata dalle imprese esportatrici, dovrebbe produrre effetti positivi anche sugli altri settori economici e sull'occupazione.

Anche se i dati della rilevazione di dicembre hanno invertito il trend positivo rilevato fino a settembre, la media delle variazioni dei principali indicatori congiunturali del settore manifatturiero (produzione, fatturato, ordini), rimane positiva.

Determinanti le imprese con almeno 10 addetti, che hanno messo a segno performance positive con ordinativi stazionari. Ancora una volta l'industria dei metalli, l'automotive e le industrie dei metalli hanno registrato le performances migliori grazie anche al fatturato estero.

Andamento. Nonostante un paio di trimestri con il segno più, il commercio eegistra per il 2015 una variazione media del -1,0%; il risultato, pur negativo è migliore di quanto registrato nel 2014 (-3,2%). Con un mercato immobiliare in recupero, anche le costruzioni rilevano primi segnali di ripresa che coinvolge soprattutto le imprese più piccole che si rivolgono al mercato residenziale: il trend del volume d'affari nel 2015 è stato decisamente migliore al confronto dello scorso anno: mediamente è variato del +3,3%, quando nel 2014 la variazione media era ancora abbondantemente negativa (-2,9).

L'immagine che si ricava dalla lettura della dinamica dei dati di demografia delle imprese, è quella di un sistema imprenditoriale che, in termini di vitalità anagrafica, fatica a rientrare verso i numeri degli anni ante-crisi.

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